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Nel 2025 83 persone (M 53%; F 47%), hanno seguito il corso AUSL Ferrara per smettere di fumare con un’età che va da un minimo di 20 anni a più di 60. Il 67,5% (56 persone) ha iniziato a tra gli 11 anni e i 17 anni, 32,5% tra i 18 e i 35 anni. Il 79,5% fuma sigarette di tabacco, il 9,6% tabacco da rollo, 8,4% tabacco riscaldato e solo il 2,4% puff usa e getta. Nessuna fumava sigarette elettroniche.
Il test di Fagerstrom somministrato al primo colloquio ha rilevato una dipendenza da nicotina medio alta (5-6) per il 34,9%, molto alta (7-10) per il 27,7%, bassa (3-4) o molto bassa (0-2) per il restante 33,7%. Il test di Mondor per misurare la motivazione per smettere di fumare ha rilevato al primo colloquio una probabilità buona/ottima (12-17) per il 72,8% e discreta (6-11) per l’11,4%.
Le patologie fumo correlate rilevate sono prevalentemente polmonari (27,7%), cardiovascolari (15,7%), neoplasie (15,7%), ipertensione (12%), diabete (5%).
I tentativi di disassuefazione prima della partecipazione al corso hanno interessato l’84,3% dei corsisti, nella maggior parte dei casi da soli o da soli con farmaci (69,9%), il 15,7% aveva già seguito dei percorsi per smettere di fumare nei centri antifumo e il 24% aveva utilizzato metodi vari (libro, agopuntura, video, graffetta, ipnosi).
La partecipazione ai gruppi dell’Azienda USL di Ferrara è gratuita e si rivolge alle persone maggiorenni fumatrici.
Per accedere al percorso e prenotare la partecipazione ai corsi, scrivere a centroantifumoferrara@ausl.fe.it.
Per ulteriori informazioni si può contattare il numero 331 7487645 o 338 1156672 dal lunedì al venerdì dalle ore 12.00 alle ore 13:00.
Secondo quanto riportato dalle Linee guida per il trattamento della dipendenza da tabacco e da nicotina dell’ISS (2023), la dipendenza da fumo di tabacco e da nicotina rappresenta un serio problema per la salute pubblica essendo uno dei maggiori fattori di rischio nello sviluppo di patologie neoplastiche, cardiovascolari e respiratorie.
Secondo i dati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità il fumo di tabacco rappresenta una delle principali cause prevenibili di malattia e morte prematura in tutto il mondo.
Il consumo di tabacco è la prima causa di morbilità e mortalità prevenibile nella regione europea dove contribuisce ampiamente alla disuguaglianza sanitaria. In Italia il fumo di tabacco rimane la principale causa di morbilità e mortalità prevenibile, con preoccupanti dati relativi ai consumi tra i giovani. Nel nostro Paese si stima che siano attribuibili al fumo di tabacco più di 70.000 morti l’anno. Oltre il 25% di questi decessi è compreso tra i 35 ed i 65 anni di età.
Il fumo non è responsabile solo del tumore del polmone e di altre 11 neoplasie, ma rappresenta anche il principale fattore di rischio per le malattie respiratorie non neoplastiche, fra cui la broncopneumopatia cronica ostruttiva (BPCO) ed è uno dei più importanti fattori di rischio cardiovascolare: un fumatore ha un rischio di mortalità, a causa di una coronaropatia, superiore da 3 a 5 volte rispetto a un non fumatore. Un individuo che fuma per tutta la vita ha il 50% di probabilità di morire per una patologia direttamente correlata al fumo e la sua vita potrebbe non superare un’età compresa tra i 45 e i 54 anni (Ministero della Salute, 2022).
Consulta il Relazione complete dell'attività del Centro Antifumo 2025 (pdf - 706.6 KB)
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Ufficio Stampa
Via Cassoli, 32
44123 - Ferrara
Ultimo aggiornamento: 29 maggio 2026, 15:40