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Qualità dell’aria e cambiamento climatico sono strettamente collegati tra loro e si influenzano reciprocamente. Le condizioni climatiche, i fattori meteorologici, le caratteristiche geografiche del territorio e la distribuzione degli inquinanti nell’atmosfera contribuiscono infatti a determinare i livelli di inquinamento a cui la popolazione è esposta ogni giorno. Temperatura, umidità, ventilazione, stabilità atmosferica e conformazione del territorio possono favorire oppure ostacolare la dispersione degli inquinanti, incidendo in modo significativo sulla qualità dell’aria e quindi anche sul benessere della popolazione.

In questo quadro, il cambiamento climatico rappresenta un elemento di ulteriore criticità, perché può aumentare la frequenza di condizioni favorevoli all’accumulo degli inquinanti e accentuare gli effetti degli episodi di calore intenso. Per questo motivo il monitoraggio costante assume un ruolo fondamentale, Arpae Emilia-Romagna pubblica quotidianamente dati aggiornati, mappe di valutazione e previsioni sulla qualità dell’aria, offrendo uno strumento utile di informazione e prevenzione per cittadini, operatori e istituzioni.

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Cosa sono le ondate di calore

Le ondate di calore sono condizioni meteorologiche estreme che si verificano quando per più giorni consecutivi si registrano temperature molto elevate, spesso associate ad un alto tasso di umidità, intenso irraggiamento solare e scarsa ventilazione. Non esiste una temperatura-soglia di rischio valida ovunque: il rischio viene definito in relazione alle condizioni climatiche della singola città.

L’impatto sulla popolazione

Le ondate di calore sono considerate uno dei rischi naturali più pericolosi per la salute pubblica. Secondo l’Organizzazione Mondiale della Sanità tra il 2000 e il 2016 circa 125 milioni di persone nel mondo sono state esposte a ondate di calore e, secondo uno studio pubblicato nel 2023, in Europa nel 2022 si sono registrati circa 61.000 decessi correlati al caldo, con l’Italia come Paese più colpito.

Fattori di rischio e gruppi più vulnerabili

I principali fattori di rischio per la salute causati dalle ondate di calore sono:

Età (anziani, neonati e bambini);
Gravidanza;
Malattie Croniche;
Scarsa capacità di regolare la propria temperatura;
Fattori socio-economici (vivere da soli, in condizioni di povertà, essere senza casa, non avere accesso alle informazioni sanitarie, attività lavorative all’aperto).

Le persone anziane, in particolare quelle affette da patologie croniche o malattie neurodegenerative, sono maggiormente esposte ai rischi legati alle ondate di calore. Questo dipende non solo da una minore capacità dell’organismo di regolare la temperatura corporea, ma anche da una ridotta percezione della sete e da una maggiore sensibilità al caldo, soprattutto in presenza di difficoltà motorie.

Anche i neonati rappresentano una categoria vulnerabile, poiché non sono autonomi nella gestione dell’ambiente in cui vivono. Dipendono infatti dagli adulti per mantenere gli spazi freschi e ventilati e per ricevere un’adeguata idratazione.

Per i gruppi più vulnerabili vivere in una grande città può rappresentare un ulteriore fattore peggiorativo a causa della presenza delle “isole di calore”. Le isole di calore urbane, infatti, amplificano ulteriormente questi rischi: si stima che tra il 2006 e il 2010 abbiano contribuito a oltre 1 milione di decessi negli Stati Uniti e che abbiano determinato circa il 50% della mortalità registrata durante l'ondata di calore europea del 2003, responsabile di almeno 70.000 decessi complessivi.

Sintomi

Le alte temperature possono causare diversi disturbi, da eruzioni cutanee e stanchezza fino a crampi, svenimenti, congestione, disidratazione, stress da calore e colpo di calore. I crampi sono spesso dovuti alla perdita di sali minerali con la sudorazione, mentre la disidratazione provoca sintomi come sete, debolezza e vertigini.

Un disturbo di maggiore gravità è rappresentato dal così detto “stress da calore” il quale può causare nausea, confusione e abbassamento della pressione; se non diagnosticato e curato tempestivamente può progredire ed evolvere in “colpo di calore” che rappresenta una condizione in cui la temperatura corporea raggiunge temperature >= 40°C, provocando gravi effetti fino allo shock e alla morte.

Il caldo può inoltre peggiorare condizioni già esistenti, soprattutto nelle persone anziane o con problemi cardiaci e ipertensione, aumentando il rischio di cali di pressione e cadute.

Prevenzione e allerta

La Regione Emilia-Romagna dal 2004 ha predisposto azioni di supporto alle popolazioni fragili in caso di disagio da caldo. Ogni anno, dal 15 maggio al 15 settembre, è attivo il sistema di previsione del disagio bioclimatico gestito da Arpae che quotidianamente fornisce dati, previsioni e informazioni utili per gestire il caldo estivo.

Il disagio bioclimatico viene misurato attraverso l'Indice di Thom (o Discomfort Index, DI), che combina temperatura e umidità: un valore superiore a 25 è associato a un aumento della mortalità per cause naturali e cardiovascolari del 15%, mentre un valore superiore a 26 corrisponde a un aumento del 30%.

In Emilia-Romagna l’indice di Thom viene calcolato per le aree urbane (es. città di Ferrara, Bologna etc.) e per le aree di pianura, collina e montagna.

Per la provincia di Ferrara abbiamo due indici di Thom, uno per l’area urbana (Comune di Ferrara) e l’altro per tutti gli altri Comuni raggruppati come “pianura”.

I dati sono pubblicati come bollettini previsionali e in formato grafico come dato effettivo sul sito di Arpae.

Consigli pratici: come limitare il disagio

Il decalogo del Ministero della Salute: Come difendersi dal caldo
Per ulteriori approfondimenti visita il sito dedicato del Ministero della Salute cliccando i banner qui in basso

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Ultimo aggiornamento: 14 luglio 2026, 09:13