Cos’è il cambiamento climatico

Per cambiamento climatico si intende la variazione dello stato del clima che persiste per un periodo di tempo esteso e si manifesta attraverso cambiamenti della media e della variabilità delle caratteristiche climatologiche nel lungo periodo.

Questo fenomeno comprende il riscaldamento globale, cioè l’aumento delle temperature medie, ma anche alterazioni significative di altri parametri, come precipitazioni, nuvolosità e temperatura degli oceani.
Le evidenze scientifiche mostrano che il riscaldamento globale è indubbio e interessa sia l’atmosfera che gli oceani. L’IPCC (Intergovernmental Panel on Climate Change), il principale organismo scientifico internazionale per la valutazione dei cambiamenti climatici, istituito dalle Nazioni Unite per mettere a disposizione dei decisori politici rapporti periodici sul cambiamento climatico, ha evidenziato che gran parte del riscaldamento globale osservato è attribuibile alle attività antropiche che, a partire dall’era industriale, hanno determinato un aumento delle emissioni di gas serra, in particolare anidride carbonica, metano, ozono e protossido di azoto.
Questi gas agiscono come una coperta, trattenendo il calore e contribuendo al riscaldamento del pianeta.
Le principali attività antropiche che comportano un loro aumento in atmosfera sono: l’utilizzo di combustibili fossili (trasporto, industria e riscaldamento), gestione dei rifiuti, deforestazione, incendi boschivi dolosi, consumo di suolo e allevamenti intensivi.

Per approfondire: Cos’è l’IPCC e i rapporti di valutazione sui cambiamenti climatici

Quali sono i principali gas serra?
I principali gas serra presenti nell'atmosfera terrestre sono il vapore acqueo (H2O), l'anidride carbonica (CO2), il metano (CH4), il protossido di azoto (N2O), l'ozono (O3) e i gas fluorurati. Questi gas hanno la capacità di trattenere il calore emesso dalla superficie terrestre, regolando la temperatura del nostro pianeta attraverso il fenomeno naturale noto come effetto serra.
L'anidride carbonica, il metano e il protossido di azoto, tra gli altri, sono naturalmente presenti nell'atmosfera, ma sono anche generati dalle attività umane.
Il Protocollo di Kyoto del 1997 e l'Accordo di Parigi del 2015 sono i due più importanti trattati internazionali promossi dall'ONU per contrastare i cambiamenti climatici attraverso la riduzione delle emissioni di gas serra


Il cambiamento climatico produce numerosi effetti, tra cui il riscaldamento degli oceani, lo scioglimento dei ghiacci polari, l’innalzamento del livello dei mari, la desertificazione dei suoli e l’aumento della frequenza e della violenza degli eventi meteorologici estremi (cicloni, alluvioni, siccità e ondate di calore).

Le conseguenze per la salute sono molteplici: aumento della mortalità, crescita dei ricoveri e degli accessi ai servizi di emergenza, maggiore rischio di malattie cardiovascolari e respiratorie, effetti legati al caldo e possibile diffusione di malattie infettive emergenti. L’Organizzazione Mondiale della Sanità stima un aumento di 250 mila decessi attribuibili al cambiamento climatico, nel periodo 2030-2050.
Ultimo aggiornamento: 25 giugno 2026, 11:55


