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Condizioni di caldo estremo rappresentano un rischio per la salute soprattutto in sottogruppi di popolazione caratterizzati da una limitata capacità di termoregolazione fisiologica o ridotta possibilità di mettere in atto comportamenti protettivi.

Le persone vulnerabili al caldo, a causa di fattori clinici, ambientali e socio-economici, pertanto, vanno tutelate e monitorate durante le ondate di calore.

È importante per le persone con una malattia cronica:

  • garantire la continuità dell’assistenza e delle terapie, anche durante la pandemia
  • informarsi sulle nuove modalità da seguire, affinché questi pazienti possano effettuare le necessarie visite programmate, terapie o analisi cliniche
  • accertarsi che familiari, amici e vicini vulnerabili o che vivono soli sappiano come proteggersi dal caldo.

Tra le categorie più a rischio:

  • persone con condizioni abitative a rischio che vivono in aree urbane
  • persone anziane
  • neonati e bambini
  • donne in gravidanza
  • persone con malattie croniche (malattie respiratorie, cardiovascolari, diabete, insufficienza renale, etc.)
  • persone con asma e bronchite cronica
  • persone con disturbi psichici o neurologici
  • persone con ridotta mobilità e/o non autosufficienti
  • persone ospiti in residenze sanitarie assistenziali
  • persone che assumono regolarmente alcuni tipi di farmaci
  • persone che fanno uso di alcol e droghe
  • persone, anche giovani, che fanno esercizio fisico intenso
  • persone che svolgono un lavoro intenso all'aria aperta
  • persone con condizioni socio-economiche disagiate.

Persone con condizioni abitative a rischio che vivono in aree urbane

Alcune condizioni abitative (es. scarsa ventilazione, assenza di aria condizionata) possono causare disagio ed effetti dannosi sulla salute delle persone più a rischio. 
Gli effetti del caldo possono inoltre essere più gravi per la presenza di elevate concentrazioni di inquinanti atmosferici.

Cosa fare
Ricordarsi di assicurare un adeguato ricambio di aria all'interno dell'abitazione o del luogo di lavoro. La ventilazione naturale determina il miglior ricambio dell’aria rispetto alla ventilazione meccanica. Questo è vero particolarmente nelle grandi città dove, per una serie di caratteristiche (superfici asfaltate, cemento degli edifici, scarsità di copertura vegetale), la temperatura, sia in estate che in inverno, è più alta rispetto alle zone rurali vicine.

Persone anziane

Gli anziani, soprattutto se malati cronici (cardiopatici, diabetici etc.), sono le persone più a rischio di complicanze a causa di una maggiore sensibilità al calore, di una riduzione dello stimolo della sete e di una minore efficienza di meccanismi della termoregolazione.
Gli anziani, pertanto potrebbero avere una minore capacità di difendersi dal caldo, soprattutto se si trovano in uno stato di ridotta autosufficienza e se vivono sole.

Cosa fare
Se si è in difficoltà, non esitare a chiedere aiuto a conoscenti e vicini di casa.
Tenere sempre una lista di numeri di telefono di persone da contattare in caso di necessità ed evidenziare i numeri utili da chiamare nelle emergenze (ambulatorio medico, guardia medica, 112/118).

Neonati e bambini

Il lattante ed il bambino a causa di una minore capacità di termoregolazione e per l’incapacità di esprimere eventuali disagi legati alle condizioni ambientali, sono maggiormente esposti al rischio di un aumento eccessivo della temperatura corporea e ad una disidratazione, con possibili conseguenze dannose sul sistema cardiocircolatorio, respiratorio e neurologico.

Cosa fare
In caso di sintomi lievi come nausea, vomito, mal di testa, tenere il bambino all’ombra, rinfrescandolo con acqua e lasciare ampie parti del corpo scoperte. In presenza di segni di disidratazione o di stress da calore, contattare immediatamente il pediatra o i servizi di emergenza. I bambini affetti da diarrea e febbre sono più esposti al rischio di disidratazione e, devono reintegrare i liquidi persi bevendo quantità adeguate di soluzione reidratante orale, a piccoli sorsi se c'è anche vomito; evitare cibi molto grassi, bevande molto zuccherate, integratori per lo sport, succhi di frutta. Se il problema persiste, consultare il pediatra, evitando di somministrare medicine senza il suo parere.

Donne in gravidanza

In gravidanza, l'organismo femminile va incontro ad una serie di cambiamenti fisiologici: l’aumento del volume del sangue materno per un adeguato flusso sanguigno alla placenta, richiede una sufficiente idratazione. Il caldo può essere causa di disidratazione, con la perdita, attraverso la sudorazione, di liquidi e sali minerali, preziosi per l’equilibrio materno-fetale.
Le donne che soffrono di malattie croniche o quelle che hanno patologie della gravidanza, come la pressione alta o il diabete in gravidanza, possono essere più a rischio di parto prematuro.

Cosa fare
Proteggersi dal caldo, trascorrendo le ore più calde della giornata in luoghi rinfrescati e idratarsi adeguatamente. Evitare di uscire nelle ore più calde e di passeggiare lungo strade trafficate, dove i livelli di inquinamento sono più elevati. In presenza di malessere o comparsa di sintomi, contattare il proprio ginecologo o il medico di fiducia.

Persone con malattie croniche

Persone ipertese e cardiopatiche

I pazienti ipertesi e cardiopatici, soprattutto se anziani, sono particolarmente sensibili agli effetti negativi del caldo e, in particolare, possono manifestare episodi di abbassamento della pressione arteriosa che possono causare anche perdita di coscienza, in particolare nel passare dalla posizione sdraiata alla posizione eretta. Il caldo può potenziare l’effetto di molti farmaci per la cura dell’ipertensione e di molte malattie cardiovascolari.

Cosa fare
Durante la stagione estiva è opportuno effettuare più frequentemente il controllo della pressione arteriosa e richiedere il parere del medico curante per eventuali aggiustamenti della terapia (per dosaggio e tipologia di farmaci).

Persone con diabete
Le persone con malattia diabetica, anche se in terapia farmacologica, in caso di temperature elevate sono a rischio di disidratazione.
I soggetti diabetici con neuropatia periferica sono particolarmente sensibili agli effetti del caldo, perché la sudorazione è inefficiente per via dell’interruzione del segnale diretto alle ghiandole sudoripare.

Cosa fare
Si raccomanda, dunque, specialmente ai pazienti diabetici anziani (presentano più fattori di rischio) di aumentare la frequenza dei controlli glicemici, e assicurare un’adeguata idratazione, evitando bevande zuccherate e succhi di frutta.
A causa di una minore sensibilità al dolore il paziente diabetico per evitare ustioni serie deve esporsi al sole con cautela.

Persone con insufficienza renale e/o dializzate
I pazienti con grave insufficienza renale o dializzati sono maggiormente a rischio sia per problemi legati alla disidratazione sia perché possono andare incontro più facilmente a sbalzi di pressione.

Cosa fare
Prestare particolare attenzione al proprio peso e controllare la pressione arteriosa. In caso di marcata riduzione del peso o abbassamento della pressione arteriosa è bene consultare il medico curante.

Persone con asma e bronchite cronica

I pazienti con patologie respiratorie croniche sono particolarmente sensibili agli effetti negativi del caldo. In risposta a elevate temperature ambientali associate a elevati tassi di umidità queste persone possono andare incontro ad episodi di broncocostrizione in particolare in caso di asma e ad iperventilazione e scompenso in caso di BPCO (Broncopneumopatia cronica ostruttiva). Il caldo può interagire con alcuni dei farmaci per la cura dell’asma (es. anticolinergici).

Cosa fare
Durante la stagione estiva è opportuno tenere a portata di mano le terapie da effettuare in caso di broncocostrizione, evitare di uscire nelle ore più calde e consultare il proprio medico curante in caso di peggioramento delle condizioni di salute o per eventuali aggiustamenti della terapia (per dosaggio e tipologia di farmaci).

Persone affette da disturbi psichici o neurologici

Le persone che soffrono di disturbi psichici possono essere più vulnerabili perché a causa del loro minore grado di consapevolezza del rischio possono assumere comportamenti inadeguati. Anche le persone affette da malattie neurologiche come le demenze, costituiscono un gruppo a rischio per l'alto livello di dipendenza. Alcuni farmaci utilizzati per la cura di queste malattie possono interferire con i meccanismi termoregolatori e ciò può aggravare gli effetti indotti dall’eccesso di calore.

Cosa fare
I familiari o chi si prende cura di queste persone, devono controllarne le condizioni di salute, accertando che l’idratazione e l’alimentazione siano adeguate, verificare l’assunzione dei farmaci ed eventualmente ricontattare il medico curante per rimodulare la terapia.

Persone con ridotta mobilità e/o non autosufficienti

Le persone non autosufficienti sono particolarmente a rischio poiché dipendono dagli altri per regolare l’ambiente in cui si trovano e per l’assunzione di liquidi.

Cosa fare
I familiari o chi si prende cura di questi persone, devono controllarne le condizioni di salute, accertando che l’idratazione e l’alimentazione siano adeguate, eventualmente contattando un medico in presenza di peggioramento delle condizioni di salute.

Persone ospiti in residenze sanitarie assistenziali

Popolazione particolarmente suscettibile alle ondate di calore è quella assistita nelle lungodegenze, nelle residenze sanitarie assistenziali (RSA) e nelle residenze per anziani.

Cosa fare

Assicurare un adeguato monitoraggio dell’assunzione di liquidi, dei parametri clinici e l’adozione di misure strutturali per il controllo della temperatura. Il caldo può modificare alcuni parametri fisiologici, quali la pressione arteriosa che tende ad abbassarsi, e può causare la perdita di liquidi attraverso la sudorazione che tende ad aumentare. Di tali effetti si deve tener conto in rapporto a certi trattamenti terapeutici somministrati ai pazienti.
Adeguare la dieta inserendo alimenti con un elevato contenuto d’acqua (frutta, insalate) e l’abbigliamento dei pazienti/ospiti (tessuti leggeri e comodi). Valutare eventuale rimodulazione terapia farmacologica per alcuni tipi di farmaci che possono favorire disturbi associati al caldo.
Assicurarsi che le stanze dove soggiornano gli ospiti siano mantenute fresche anche tramite la ventilazione naturale, che determina il miglior ricambio dell’aria, rispetto alla ventilazione meccanica.
Assicurare un adeguato ricambio di aria.

Persone che assumono regolarmente alcuni tipi di farmaci

Alcuni farmaci possono favorire disturbi causati dal caldo, perché interferiscono con i meccanismi della termoregolazione o perché influenzano lo stato di idratazione del soggetto. Ad esempio i farmaci assunti per:

  • ipertensione e malattie cardiovascolari
  • disturbi della coagulazione
  • malattie neurologiche
  • malattie psichiatriche
  • disturbi della tiroide
  • malattie respiratorie croniche

Cosa fare
Occorre segnalare al medico qualsiasi malessere, anche lieve, che sopraggiunga durante una terapia farmacologica. Si consiglia di consultare il proprio medico di famiglia per adeguare eventualmente la terapia.
Non devono essere sospese autonomamente terapie in corso: una sospensione, anche temporanea, della terapia senza il controllo del medico può aggravare severamente uno stato patologico.

Persone che fanno uso di alcol o droghe

L’uso di alcol e oppiacei incrementa la vasodilatazione cutanea e aumenta la sudorazione, riducendo la temperatura corporea ma aumentando il rischio di disidratazione. Inoltre l’alcol agisce come un potente diuretico portando ad un’ulteriore eccessiva perdita di liquidi e disidratazione.

Cosa fare
Si raccomanda di assicurare un’adeguata idratazione e trascorrere le ore più calde della giornata  in luoghi freschi e ventilati

Persone, anche giovani, che fanno esercizio fisico intenso

Quando fa caldo, gli atleti sia professionisti che amatoriali sono a maggior rischio di disturbi associati al caldo a causa dell’intenso esercizio fisico e alle alte temperature.

Cosa fare
quando fa caldo, iniziare l’attività fisica in maniera graduale, per dare modo all’organismo di adattarsi alle condizioni ambientali. Nei periodi di ondate di calore, programmare gli allenamenti negli orari più freschi e ridurne l durata.
Alternare momenti di allenamento con pause prolungate in luoghi rinfrescati, per assicurare un adeguato reintegro dei liquidi e dei sali dispersi con la sudorazione.
Informarsi sui sintomi a cui prestare attenzione e sulle procedure di emergenza.

Persone che svolgono un lavoro intenso all'aria aperta

Le persone che svolgono un’intensa attività lavorativa all’aperto (es. lavoratori agricoli, lavoratori del settore costruzioni, trasporti etc.) sono maggiormente a rischio di sviluppare uno dei disturbi associati al caldo.

Cosa fare
Iniziare l’attività lavorativa in maniera graduale, per dare modo all’organismo di adattarsi alle condizioni ambientali.
Alternare momenti di lavoro con pause prolungate in luoghi rinfrescati, per assicurare un adeguato reintegro dei liquidi e dei sali dispersi con la sudorazione. 
Durante le ondate di calore ridurre l'intensità delle mansioni svolte e valutare se spostare alle ore più fresche della giornata le mansioni più intense.
Informarsi sui sintomi a cui prestare attenzione per se stessi e per i propri compagni di lavoro e sulle procedure di emergenza. 
Vai al sito Worklimate - Clima, lavoro e prevenzione
Leggi gli opuscoli Estate sicura. Caldo e lavoro - guida per i lavoratori e Decalogo per la prevenzione delle patologie da calore nei luoghi di lavoro - Informativa per i datori di lavoro.

Un altro gruppo a rischio di effetti avversi del caldo è quello degli operatori socio-sanitari e di tutti i lavoratori che svolgono servizi essenziali negli ospedali e nelle strutture residenziali per anziani, in quanto i dispositivi di protezione individuali possono aumentare il rischio di disturbi causati dal caldo. Questi lavoratori vanno particolarmente protetti, ad esempio con pause frequenti in luoghi rinfrescati, reintegro dei sali e liquidi persi, programmando le attività più pesanti nelle ore più fresche, adottando un abbigliamento più leggero.

Persone con condizioni socio-economiche disagiate

La povertà e la solitudine possono ridurre la consapevolezza dei rischi e limitano l'accesso alle soluzioni di emergenza. Chi è più povero o più isolato, inoltre, ha minori possibilità di spostare temporaneamente il proprio domicilio in zone più fresche della città e minori possibilità di rinfrescare la propria abitazione con un climatizzatore o migliorarne l'isolamento termico.

Cosa fare
Se si è in difficoltà, non esitare a chiedere aiuto a conoscenti e vicini di casa.
Tenere sempre una lista di numeri di telefono di persone da contattare in caso di necessità ed evidenziare i numeri utili da chiamare nelle emergenze (ambulatorio medico, guardia medica, 112/118).

Per saperne di più: https://www.salute.gov.it/new/it/tema/ondate-di-calore

A cura di

Ufficio Stampa

Via Cassoli, 32
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Ultimo aggiornamento: 24 giugno 2026, 15:19