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“Grazie e Complimenti a tutti gli operatori sanitari che hanno lavorato incessantemente per i due giorni dei concerti di Vasco a Ferrara”: pubblicamente la Direttrice generale Nicoletta Natalini e la Direzione strategica delle due Aziende sanitarie ferraresi si rivolgono ai Servizi di Emergenza-Urgenza delle Aziende, in particolare a “118 Ferrarasoccorso” e al Pronto soccorso dell’Arcispedale “Sant’Anna”.
Un’organizzazione studiata da mesi, predisposta ed attivata “al millimetro”, grazie alla quale i due concerti di Vasco Rossi si sono svolti nella massima sicurezza possibile per il pubblico (circa 120mila persone in due giorni) e per gli operatori, riuscendo altresì a garantire la consueta efficienza per le attività ordinarie rivolte alla popolazione residente.
Al Parco Bassani sono stati allestiti 4 Punti Medici Avanzati (Pma) operativi dal mattino a fine evento con medici ed infermieri 118, con un’area di triage, le attrezzature e la tecnologia necessarie per il trattenimento e monitoraggio dei pazienti (quasi fosse un OBI), il tutto con un’attenzione anche alla privacy.
Dalle ore16 di entrambe le giornate si sono aggiunti 1 ulteriore medico e 1 ulteriore infermiere (Rescue Team) e 12 equipaggi di soccorritori per gli interventi tra il pubblico, poi ancora 5 ambulanze e 2 caddy car per movimenti più rapidi del personale sanitario o trasporto pazienti.

Il tutto è stato pianificato sui tavoli prefettizi e coordinato dal Responsabile sanitario dell’evento dottor Maurizio Giacometti (Direttore Medico del 118 provinciale), dal Responsabile infermieristico dell’evento Damiano Zaganelli e dal dirigente infermieristico presso il Gruppo Operativo Sicurezza (Gos) Marco Orioli.
I Servizi sanitari intraopedalieri, oltre al Pronto soccorso, erano stati potenziati nell’ipotesi di un iperafflusso da ricoverare: più personale per il trasporto dei pazienti in barella, in radiologia, in laboratorio analisi e al servizio trasfusionale, oltre alla messa a disposizione di 12 posti letto che, fortunatamente, non è stato necessario attivare.
A cura del Dipartimento di Sanità pubblica era stato inoltre definito anche un apposito piano igienico sanitario.
Tutta questa organizzazione ha permesso di assistere circa 150 persone da parte degli equipaggi a piedi tra il pubblico e oltre 300 presso i PMA, per complessivi 460 pazienti circa. Solo 11 pazienti hanno richiesto il trasporto al Pronto soccorso di Cona dove il personale medico ed infermieristico, anche in questo caso presente in numero aumentato, sotto la direzione della dottoressa Chiara Pesci, ha gestito le situazioni cliniche che in nessun caso hanno necessitato di ricovero.
Raccontano (nelle seguenti interviste) i “protagonisti” Maurizio Giacometti, Marco Orioli e Damiano Zaganelli.
“Un lavoro di mesi affinchè tutto andasse bene”: il racconto del dottor Giacometti.

Sono contento che il lungo e duro lavoro degli ultimi mesi abbia portato alla perfetta organizzazione dell’assistenza sanitaria per i partecipanti alle due giornate di concerto di Vasco Rossi. Mesi in cui nulla è stato lasciato al caso, elaborando un Piano di Emergenza ad hoc, con vari livelli a seconda delle criticità che si sarebbero potute presentare: tutte queste potenziali criticità sono state valutate sotto ogni aspetto e sono state previste le eventuali azioni da mettere in atto. Avevamo già esperienza, un ottimo “punto di partenza”, quello del concerto di Bruce Spreensteeng di tre anni fa, come racconta il dottor Maurizio Giacometti: “Già in febbraio siamo stati contattati dagli organizzatori che ci hanno informati del doppio concerto, e ci siamo subito messi a disposizione e attivati per la migliore realizzazione possibile del piano di assistenza”.
Come si redige un piano del genere?
“Grazie alla massima collaborazione e confronto con gli organizzatori che hanno fornito i dettagli sulla modalità dell’evento, i numeri del pubblico atteso, caratteristiche dei luoghi di svolgimento ed eventuali esigenze particolari. In nostro compito è quello di tradurre quelle informazioni in numero di personale (medico ed assistenziale), nonché di mezzi, necessari. Ci siamo quindi coordinati con gli altri servizi di entrambe le Aziende, in particolare quelli delle Reti tempodipendenti, che devono cioè entrare in azione per pazienti che hanno bisogno di assistenza immediata, ad esempio infarti o ictus, e per i quali sono stati pensati percorsi dedicati. Particolare attenzione è stata posta anche ad evitare di sovraccaricare il Pronto soccorso dell’Arcispedale Sant’Anna, che ha sempre e soprattutto nei fine settimana, carichi di lavoro importanti”.
Poi vi siete rapportati con gli altri soggetti esterni, coinvolti nell’evento?
“Sì, ci siamo coordinati con la Croce Rossa di Ferrara, insieme alla quale abbiamo definito le sedi dei Pma e delle ambulanze nonché la suddivisione dei ruoli. Il Piano è stato dunque condiviso con la Direzione Aziendale e poi sottoposto e illustrato agli organizzatori e al resto dei soggetti coinvolti nella ‘macchina organizzativa’ a partire da Comune e Prefettura; con tutti la collaborazione è stata sempre straordinaria”.
Tre anni fa, sempre a Ferrara, c’è stato il concerto di Bruce Spreengsteen: quell’esperienza vi è stata utile per organizzare il supporto al concerto di Vasco?
“Siamo partiti da quel piano, che aveva funzionato benissimo, e abbiamo redatto il Piano di intervento nuovo introducendo alcuni aspetti innovativi e migliorativi. Inoltre teniamo in considerazione quello che accade nei vari eventi italiani, per prevenire o gestire al meglio situazioni inaspettate che possono derivare non solo da malesseri o malori, ma anche da panico collettivo. Tutte queste situazioni le avevamo preventivate e saremmo stati pronti. Fino all’eventuale attivazione, se fosse stato necessario, del Peimaf, cioè del Piano aziendale delle maxiemergenze, che viene costantemente aggiornato e ‘provato’ con simulazioni: come ad esempio la simulazione di maxiemergenza che abbiamo fatto nel dicembre 2024 al Palasport di Ferrara insieme a Vigili del Fuoco e altri, e che ci è stata a sua volta utile nel predisporre il Piano per questi giorni”.
Invece è andato tutto bene.
“Sì, vi sono state solo situazioni di bassa complessità, ma eravamo pronti a tutto. Lo dimostra il fatto che per due pazienti, che presentavano dolore toracico, si è immediatamente attivata la Rete tempodipendente, con consultazione diretta del cardiologo di guardia all’Ospedale di Cona e trasmissione dell’Ecg dal Parco all’ospedale: fortunatamente non era nulla di grave e per loro, così come per gli altri 9 trasportati, dopo il passaggio in Pronto Soccorso, non è stato necessario il ricovero”.
Un coordinamento perfetto tra l’interno e l’esterno dell’area concerto: l’esperienza di Marco Orioli e Damiano Zaganelli

Ha seguito la situazione dal Centro di Gestione Operativa della Sicurezza (Gos), garantendo il coordinamento con tutti gli altri soggetti coinvolti nella gestione dei Concerti di Vasco Rossi, pronti ad intervenire nelle piccole così come nelle, eventuali, grandi emergenze. La vera e propria “cabina di regia” della doppia giornata canora. Dalla quale Marco Orioli racconta: “Dal Gos eravamo in grado di intervenire in diretta, coordinati dalla Prefettura, per qualunque evenienza. Io, insieme al Disaster Manager Aziendale Maicol Zanellati, rappresentavamo la parte sanitaria, ed eravamo costantemente in contatto con Damiano Zaganelli, che coordinava tutte le squadre di intervento all’interno della manifestazione. Per fortuna non si sono verificate criticità degne di nota, ma in alcune specifiche circostanze abbiamo subito collaborato”.
Al fianco del personale addetto alla gestione delle emergenze sanitarie anche le psicologhe e gli psicologi del Servizio Dipendenze (SerD), operativi sia venerdì che sabato nei Punti Medici Avanzati (Pma) .
Quali circostanze?
In diversi momenti delle due serate, grazie al lavoro di squadra con il personale della sicurezza, il personale sanitario è entrato in azione.
"Gli stuart, infatti, segnalavano la necessità di intervento sanitario. Il presonale a questo punto, grazie allo scambio di informazioni con Centro di Gestione Operativa della Sicurezza (Gos) e consultando le mappe dell'intera area della manifestazione, individuavano con precisione il punto di intervento e inviavano la squadra di soccorso.
Oppure ancora, un paziente che ha utilizzato il Pma stava iniziando ad avere atteggiamenti non consoni nei confronti degli operatori: abbiamo subito attivato la security interna, ed è bastato che gli stuart si presentassero al Pma per far immediatamente calmare la persona. O, viceversa, quando c’è stata una persona che si è sentita male in un’area un po’ defilata gli stuart se ne sono accorti e ci hanno avvisati così che siamo potuti intervenire molto tempestivamente”.
Quali sono i momenti da tenere più monitorati in eventi di genere?
“Sicuramente l’arrivo del pubblico prima dell’inizio del concerto e, ancora di più, il deflusso alla fine. Quando si aprono i cancelli quelli che sono davanti corrono a prendere le posizioni migliori, ma poi il resto dell’afflusso è abbastanza regolare sebbene stiamo parlando di circa cinquemila persone ogni mezz’ora. Alla fine invece, quando tutti vogliono guadagnare l’uscita, si rischiano affollamenti e spinte. Vi è ovviamente un piano di deflusso predefinito ma in quel frangente bisogna restare molto attenti”.
Il vostro lavoro non è finito, però, neppure a deflusso completato?
“No, perché capitano persone che magari non si sentono bene già durante il concerto ma vogliono a tutti i costi resistere fino alla fine, e poi vanno al Pma, e noi ovviamente li assistiamo. Noi abbiamo lasciato il Gos solo quando siamo stati sicuri che tutto fosse a posto, e cioè, tutte e due le sere, non prima dell’una di notte”.
Chi tutto questo lo ha vissuto, e soprattutto coordinato dall’interno, è stato Damiano Zaganelli, che spiega: “Avevo il ruolo di coordinare il tutto dall’interno, in raccordo con il Gos. Dalle 18 in poi abbiamo condiviso bollettini orari, con la situazione dei quattro Pma nonché con i numeri e la gravità degli interventi in modo che i colleghi del Centro di Coordinamento potessero valutarli per eventuali aggiustamenti o, in caso di necessità aumentate (che, fortunatamente, non ci sono state), per far scattare il livello successivo del Piano. Ma ovviamente eravamo in contatto diretto con loro in tempo reale, pronti a qualsiasi evenienza”.

Un coordinamento millimetrico, ovviamente progettato prima.
“Certo, tutta la programmazione degli eventi è stata studiata in precedenza, collegialmente anche con gli altri soggetti coinvolti, e poi applicata col coordinamento della Prefettura. A questo proposito vorrei ringraziare per l’ottima collaborazione la Croce Rossa Italiana e i colleghi medici specializzandi che hanno scelto volontariamente di far parte di questo evento per acquisire una esperienza direttamente sul campo”.
Neppure un momento di tensione insomma?
“No, tutto è girato perfettamente, ed è stato minuziosamente monitorato. Queste esperienze ci sono anche molto utili per organizzarci e migliorarci, di volta in volta, per gli eventi futuri”.
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Ultimo aggiornamento: 08 giugno 2026, 12:12