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La Direzione dell’Azienda USL di Ferrara ha annunciato in una conferenza stampa svoltasi oggi (21 aprile 2026 ndr) all’Ospedale del Delta di Lagosanto, di aver ricevuto, dalla Regione Emilia Romagna, l’autorizzazione ad istituire una nuova unità operativa complessa di “Ginecologia, Procreazione Medicalmente Assistita PMA e Salute Donna”, presso l’Ospedale stesso.

Presenti all’iniziativa, oltre alla Direzione Strategica, anche molte professioniste e professionisti della struttura: “Colgo con piacere la presenza qui oggi di personale dell’Ospedale, anche non direttamente coinvolto nell’attività del Centro PMA – ha sottolineato in apertura la Direttrice Generale Nicoletta Natalini – a conferma del forte senso di appartenenza che si respira qui al Delta”.

La Direttrice ha voluto chiarire l’attività svolta dall’attuale Direzione, in questi mesi, dopo l’avvio di un’indagine penale sulla PMA. Attività che si è esplicitata in tre ambiti: la collaborazione con gli inquirenti, la tutela delle donne seguite dal Centro, e la progettazione dell’attività futura.

Quest’ultimo ambito di lavoro ha portato al progetto di creazione della nuova Unità Operativa Complessa, che comporterà l’indizione di un bando di concorso per la selezione di un nuovo direttore, così da individuare la giusta figura professionale che possa coprire tale ruolo; ciò si affianca al bando già emesso per il reclutamento di biologi ed a un nuovo bando per medici ginecologi. Questo consentirà di ricostruire una dotazione di personale specialista che permetta, non solo la ripresa dell’attività di PMA, ma anche lo svolgimento di attività chirurgica ed ambulatoriale ginecologica a favore sia delle donne residenti nel Distretto Sud Est, sia di tutta la provincia, in particolare per Ferrara e Distretto Centro Nord.

In tal senso all’ospedale del Delta è già stata realizzata l’attivazione di attività chirurgica sul pavimento pelvico, svolta da equipe multispecialistica (chirurgo, ginecologo, urologo) che opera anche presso la sede dell’Azienda Ospedaliera a Ferrara, quando è necessario l’utilizzo della strumentazione robotica. L’Azienda sta altresì acquistando una nuova strumentazione chirurgica, la colonna laparoscopica che verrà utilizzata sia dagli urologi che dalla futura equipe ginecologica.

Si verrà così a costituire una rete ginecologica provinciale con caratterizzazione delle tre sedi ospedaliere, unitamente alla rete consultoriale territoriale ostetrico-ginecologica. Cento mantiene l’Unità Operativa complessa diretta dal dott. Fabrizio Corazza.

Il nuovo progetto apre un nuovo capitolo nella vita del Centro PMA di Lagosanto, contemperando il necessario rinnovamento senza perdere il patrimonio positivo di competenze costruito nel corso degli anni e testimoniato anche da vari riconoscimenti (si veda scheda allegata).

“Ho voluto fare il punto di quanto l’Azienda ha fatto in questi mesi, dando modo a tutti di sentire dalla voce della Direzione l'impegno a tutelare la salute pubblica, affiancando le coppie già in carico al Centro di Procreazione Medicalmente Assistita ed al contempo mettere le basi per la crescita ed evoluzione del Centro stesso – afferma la Direttrice delle Aziende Sanitarie ferraresi, Nicoletta Natalini che, in conferenza stampa, ha ribadito “la massima collaborazione alle indagini in corso, con l’auspicio che l’autorità giudiziaria possa concludere al più presto possa fare chiarezza”.

Inaugurato nel 2017, il Centro ha rapidamente consolidato la sua posizione grazie all'alta qualità dei servizi offerti e alla professionalità del personale. Lo testimoniano i riconoscimenti conseguiti a livello nazionale ed internazionale (si veda scheda ad hoc allegata).

Dal 2018 il Centro di Lagosanto ha preso in carico quasi 2.000 coppie, con un forte incremento lungo gli anni, espletando complessivamente oltre 3.000 prestazioni annue. Tra le pochissime realtà in ambito pubblico nazionale che contempla il servizio di diagnosi genetica pre-impianto nella sua completezza ha le competenze per effettuare il recupero microchirurgico degli spermatozoi testicolari.

Nel corso del 2024 presso il Centro sono stati eseguiti 415 cicli complessivi di PMA (I e II livello e scongelamento gametico ed embrionale) di cui oltre 200 con test genetico preimpianto; 20 cicli di crioconservazione di ovociti; 133 cicli di crioconservazione di embrioni; 8 procedure di scongelamento di ovociti; 116 procedure di scongelamento di embrioni. A ciò si devono aggiungere oltre una decina di interventi endoscopici sull’utero in preparazione di cicli di PMA. Oltre il 60 per cento dell’utenza proviene da fuori provincia. 

Il 7 novembre 2025, l'attività del Centro PMA è stata temporaneamente sospesa in via precauzionale su decisione della Direzione aziendale, dopo averne informato i referenti regionali. Non appena avuta notizia dell’indagine, l'Azienda ha assicurato la massima collaborazione agli inquirenti e ha predisposto percorsi di presa in carico alternativi per le coppie seguite dal Centro, grazie alla disponibilità dei Centri di PMA regionali, in particolare quello di Lugo/Faenza, Ausl Romagna (che si ringraziano pubblicamente).

“Con avvio indagini ho ritenuto non ci fossero più condizioni di serenità e collaborazione tra professionisti necessarie per la prosecuzione del lavoro in condizioni adeguate – chiarisce Natalini - per questo ho sospeso attività clinica”. Era però indispensabile, allo stesso tempo, dare sostegno alle coppie già in carico per la prosecuzione del loro iter ed il mantenimento dell’attività del Laboratorio e della Criobanca, in vista della riapertura.

Queste specifiche attività potevano essere svolte solo da tutto il personale del Centro.
Le azioni intraprese per tutelare le coppie sono le seguenti:

- risposta immediata alle donne con trattamento in corso e per le quali era previsto nei giorni immediatamente successivi alla chiusura, un trattamento per il quale era altamente sconsigliato un rinvio;

- visita con equipe multidisciplinare (ginecologo, biologo, psicologo e ostetrica) e accordo con Ausl Romagna per percorso “protetto” di trasferimento per le coppie che richiedevano di essere seguite per l’intero iter;

- counselling clinico verso l'utenza in carico al Centro che, pur senza urgenza, aveva comunque in corso un percorso di presa in carico che prevedeva trattamenti nell’arco di poche settimane;

- risposta ai quesiti clinici delle pazienti e programmazione di appuntamenti con l'equipe multidisciplinare per le 84 coppie con piano terapeutico già definito.

E’ stata mantenuta, in sicurezza, l’attività del laboratorio e della criobanca, grazie alla presenza e supervisione di ginecologo e biologa, per la conservazione dei gameti, con le attività previste dai protocolli:  

  • Controlli microbiologici mensili e trimestrali;
  • Controllo giornaliero livelli azoto;
  • Controllo giornaliero degli incubatori.

Dal momento che l’attività clinica del Centro risulta formalmente sospesa, il tempo-lavoro del personale è stato impiegato, oltre che per lo svolgimento di tutto quanto sopra descritto comunque per le funzioni di PMA, anche per attività di specialistica ambulatoriale ginecologica finalizzata all’incremento dell’offerta di prestazioni a CUP e, quindi, al mantenimento di brevi tempi di attesa.

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Ultimo aggiornamento: 21 aprile 2026, 14:45