La prima edizione di un documento di rendicontazione della realtà aziendale secondo la prospettiva di genere, quale il Bilancio di genere, rappresenta un momento importante per l’Azienda USL di Ferrara.

Il documento si colloca nel solco già tracciato dalla regione e mira a rafforzare il senso di appartenenza ad una comunità coesa, equa e solidale che costituisce l’elemento caratterizzante della nostra Regione.

Il significato assume ancora più rilevanza se si pensa che esso s’inserisce in un contesto sanitario pubblico che, ad oggi, conta ancora rare esperienze, nessuna indicazione metodologica chiara né presenza di normative prescrittive di un obbligo di redazione.

L’Azienda USL di Ferrara ha intrapreso dunque un percorso di rendicontazione volontaria, quasi solitaria nel panorama del sistema sanitario nazionale, manifestando un’attenzione e una sensibilità specifica verso le politiche di pari opportunità, con l’obiettivo di realizzare la valutazione di impatto delle strategie aziendali sulla popolazione di riferimento e di concretizzare l’impegno con azioni di sviluppo e miglioramento delle aree critiche presenti.

Le disparità di genere rappresentano da un lato una doppia discriminazione perché si aggiungono a disuguaglianze legate ad altri fattori (economici, sociali, etnici, etc.), dall’altro una rilevante perdita di valore dovuta al mancato utilizzo delle capacità e delle competenze di una larga parte (di fatto preponderante) delle risorse in ambito sanitario e sociale. Quest’ultimo aspetto costituisce una pesante zavorra per lo sviluppo armonico e l’evoluzione del nostro sistema sanitario, ma anche una limitazione delle potenzialità di benessere socio-economico della società nel suo complesso.

Oggi possiamo confermare che lo strumento è prezioso e che questo lavoro ha consentito a questa Direzione di giungere a una prima riflessione, evidenziando i punti di forza e di debolezza e le aree su cui è necessario intervenire, consapevoli che il percorso è lungo e tanto l’impegno richiesto a più livelli istituzionali.

Procedere su questa strada con serietà implica innanzitutto allargare i confini delle reti di interazione, in particolare con gli enti pubblici, per offrire una reale prospettiva di servizi a supporto della parità tra generi, con attenzione alla sempre più difficile conciliazione dei tempi di vita e lavoro.

È importante sottolineare che il lavoro richiede una squadra coesa con forte motivazione, grandi energie e determinazione, perciò sono chiamati a questa ambiziosa sfida tutti gli uomini e le donne che a vario titolo lavorano e collaborano per il servizio pubblico, personale preparato e generoso. A tutti loro un grande ringraziamento, con la certezza che ciascuno offrirà il massimo impegno per incidere positivamente sulla realizzazione delle pari opportunità.

Monica Calamai
Direttrice Generale AUSL di Ferrara



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