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Profili epidemiologici e utilizzo dei servizi sanitari della popolazione residente in Emilia-Romagna stratificata per classi di rischio riskER. Rapporto Anno 2018

pubblicato il 03/11/2020 10:15, ultima modifica 03/11/2020 10:15
L’Area Innovazione Sanitaria dell’Agenzia Sanitaria e Sociale Regionale dell’Emilia-Romagna ha pubblicato il report “Profili epidemiologici e utilizzo dei servizi sanitari della popolazione residente in Emilia-Romagna stratificata per classi di rischio riskER”. Il volume è disponibile per tutti in versione elettronica e scaricabile in formato .pdf dalla pagina: https://assr.regione.emilia-romagna.it/pubblicazioni/rapporti-documenti/profili-epid-report-risker-2018

Bologna, 03-11-2020. Il volume è disponibile per tutti in versione elettronica e scaricabile in formato .pdf dalla pagina

https://assr.regione.emilia-romagna.it/pubblicazioni/rapporti-documenti/profili-epid-report-risker-2018

Nel rapporto è descritta la popolazione emiliano-romagnola utilizzando la lente dello strumento riskER di stratificazione della popolazione per rischio di ospedalizzazioni evitabile e decesso: l’obiettivo è quello di descrivere il profilo epidemiologico e l’utilizzo dei servizi sanitari dell’intera popolazione di residenti della regione nei diversi strati di rischio.
Lo strumento si basa sui dati amministrativi implementati dal sistema informativo della Regione Emilia-Romagna opportunamente integrati e anonimizzati (Anagrafe Regionale degli Assistiti-ARA, Scheda di dimissione Ospedaliera-SDO, Accessi al Pronto Soccorso-PS, Assistenza Domiciliare Integrata-ADI, Assistenza Specialistica Ambulatoriale-ASA, Prescrizioni farmaceutiche-AFT e FED).
I dati presentati si riferiscono al 2018; viene anche analizzata la persistenza nelle quattro classi di rischio nel periodo 2016-2018. I dati si riferiscono a 3.816.709 residenti con più di 14 anni vivi al 31-12-2018.

L’analisi ha evidenziato come:

  •   rispettivamente il 3,6% e il 3,8% dei residenti venga classificato come a rischio “Molto alto” e “Alto”;
  • il rischio sia progressivamente crescente nel tempo: il 54% degli assistiti con un rischio “Molto alto” nel 2018 presentava nel 2016 un rischio più basso, mentre il 10,4% di coloro che aveva un rischio “Molto alto” nel 2016 e il 7,6% di quelli che lo avevano “Alto”, lo hanno ridotto nel tempo;
  • le classi di rischio più elevate sono caratterizzate da una proporzione più elevata di grandi anziani (il 55,1% nella classe di rischio “Molto alto” ha 85 anni o più in confronto a 0% nella classe di rischio “Basso”), di residenti in zone montuose (5,9% nella classe di rischio “Molto alto” in confronto al 4,1%nella classe di rischio “Basso”), di persone con multimorbidità (il 91,5% nella classe di rischio “Molto alto” presenta due o più patologie croniche in confronto al 13,5% nella classe di rischio “Basso”), di persone con diabete (il 25,9% nella classe di rischio “Molto alto” in confronto al 3,1% nella classe di rischio “Basso”).

Per quanto concerne l’utilizzo di risorse si evidenzia come:

  • il 7,4% della popolazione più fragile e a rischio (appartenente alle due classi più elevate di rischio) assorba quasi la metà (45,3%) della spesa sanitaria globale regionale, per quanto concerne in particolare le risorse destinate all’assistenza ospedaliera e a quella residenziale;
  • ·ogni persona a rischio “Molto alto” assorbe da 3 a 5 volte più risorse delle persone a rischio più basso.

L’analisi della popolazione regionale in relazione al rischio di ospedalizzazione evitabile e decesso delinea le caratteristiche epidemiologiche e di utilizzo dei servizi e fornisce un quadro utile a fini di programmazione sanitaria, monitoraggio nel tempo, valutazione dei servizi.

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