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Procreazione Medicalmente Assistita (PMA): da maggio riprese le attività del centro

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pubblicato il 27/05/2020 14:55, ultima modifica 27/05/2020 14:57
Il Centro, situato all'Ospedale del Delta di Lagosanto, pur osservando il periodo di chiusura dell’attività nella fase 1 dell’emergenza Covid-19, ha proseguito, senza mai interromperli, tutti i cicli di preservazione della fertilità femminile e maschile, e già da questo mese ha ripreso integralmente la propria attività

Il Centro di Fisiopatologia della Riproduzione Umana e Procreazione Medicalmente Assistita (PMA) dell’AUSL di Ferrara ha osservato il periodo di chiusura dell’attività nella fase 1 dell’emergenza Covid-19, proseguendo tuttavia tutti i cicli di preservazione della fertilità femminile e maschile, in ottemperanza ai diversi Decreti e Delibere emanate sia a livello Nazionale che Internazionale e, sempre sulla base delle disposizioni normative in tema di sicurezza, già da questo mese  il Centro ha ripreso la propria attività.

Il Centro, che effettua tutte le più moderne tecniche di PMA, ha potuto riprendere integralmente già dai primi di Maggio la propria attività grazie ad alcune peculiarità tecniche e operative che, unico esempio in ambito Regionale, lo contraddistinguono da sempre e cioè:

  • l’esclusività della logistica, ovvero delle sale d’attesa, ambulatori, laboratori e sale operatorie, senza alcuna interferenza con reparti di degenza medica o chirurgica potenzialmente a rischio Covid-19,
  • l’esclusività del personale sanitario, adibito solo ed esclusivamente all’attività di PMA
  • l’erogazione dei servizi i regime di day-service che evita ricoveri e minimizza ad un  massimo di un paio d’ore la permanenza delle coppie in ambiente ospedaliero.
  • La possibilità, grazie ad adeguata tecnologia, di effettuare per via telematica in remoto, su richiesta, gran parte dell’attività coinvolgente le coppie.

 Ciò naturalmente rende praticabili, efficienti ed efficaci le indicazioni “anti-Covid” già proposte in sede Nazionale, Regionale ed Internazionale ovvero:

  • il distanziamento sociale
  • l’utilizzo di dispositivi di protezione individuale (mascherine, guanti, calzari)
  • l’esecuzione di tamponi e sierologici periodici a personale sanitario e pazienti.

 “L’integrale ripristino delle attività assistenziali e il potenziamento delle medesime - come evidenzia Andrea Gallinelli, Direttore del Centro -  non solo risponde all’attesa forzata delle coppie già in carico presso il Centro stesso ma anche alle necessità di coppie a loro volta in attesa  presso Centri non ancora in grado di ripartire”.

 

 

 

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