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La pandemia non ha fermato le attività veterinarie. I numeri dei controlli di sicurezza alimentare sulla filiera degli alimenti di origine animale

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pubblicato il 30/07/2021 12:35, ultima modifica 30/07/2021 12:36
La gestione dell’emergenza sanitaria nel corso del 2020, non solo ha confermato le attività degli scorsi anni, ma ha registrato un aumento degli interventi tesi a garantire il rispetto di tutte le condizioni igienico-sanitarie dei cibi dalla produzione fino al consumo

A provarlo sono i dati di attività dell’Unità Operativa Attività Veterinarie dell’Azienda USL di Ferrara dello scorso anno cui spetta - in qualità di Autorità Competente Locale (ACL) per la sicurezza alimentare - il compito di verificare la corretta applicazione delle regole sanitarie derivanti dalle normative europee da parte degli operatori del settore alimentare, lungo tutta la filiera degli alimenti di origine animale mediante controlli che interessano la fase di produzione primaria, cioè gli allevamenti, e proseguono lungo tutta la filiera produttiva fino alla tavola, passando dalle varie fasi di lavorazione (macello, stabilimenti di lavorazione delle carni, delle uova, del latte ecc.), di trasporto, distribuzione (negozi alimentari, super ed ipermercati, ecc.) e somministrazione (mense e ristoranti).

1581 accessi in 401 allevamenti delle specie bovina, bufalina, ovi-caprina, suina, equidi, avicoli, cunicoli, allevamenti apistici e di acquacoltura.

I controlli ufficiali, svolti da medici veterinari, sono finalizzati alla verifica dei requisiti definiti dalla normativa europea in materia di identificazione e registrazione degli animali, misure di biosicurezza volte a prevenire l’introduzione delle malattie infettive, di benessere animale, alimentazione, uso del farmaco veterinario e igiene della produzione del latte, delle uova e del miele.

A questi si aggiungono 9086 accertamenti diagnostici sugli animali per l’applicazione di piani di sorveglianza delle malattie infettive, comprese le zoonosi.

157 le non conformità a requisiti previsti nei vari settori controllati, riscontrate in 66 allevamenti ed oggetto di provvedimenti e successivi follow-up.

Per quanto attiene gli stabilimenti di produzione e lavorazione - chiamati a rispettare norme specifiche dell’Unione europea e dotati di precisi requisiti strutturali, impiantistici e gestionali (piano di controllo interno basato sui principi del’HACCP) – i veterinari dell’AUSL di Ferrara hanno effettuano i controlli su sanificazione, manutenzione, formazione del personale, lotta agli infestanti, tracciabilità del prodotto, controllo della qualità delle materie prime, del trattamento e del prodotto finito. Tutti gli impianti riconosciuti sono stati controllati con un totale di 1582 accessi per attività programmata (ispezioni e audit), 452 accessi per attività su richiesta, prevalentemente per rilascio certificazioni, 132 accessi per attività su segnalazione, prevalentemente a seguito di allerta alimentari.

Durante l’attività di controllo sono state riscontrate 10 non conformità maggiori che si sono concluse con provvedimenti di tipo restrittivo o sanzionatorio, ed 83 non conformità minori risolvibili con specifiche prescrizioni volte a ripristinare la conformità.

Per gli Operatori del settore alimentare (OSA) - registrati nel data base dell’Unità Operativa e soggetti a specifica normativa comunitaria – le attività controllate sono state 241, con 306 accessi totali, 245 programmati e 43 su segnalazione/allerta.
Le strutture con non conformità sono risultate 78, a cui hanno fatto seguito prescrizioni e follow-up

Esistono poi i piani di campionamento,  i tecnici della prevenzione dell’UO, nel corso del 2020, hanno prelevato 1766 campioni con le seguenti finalità: molluschi e acqua di stabulazione per ricerche microbiologiche e chimiche finalizzate alla sorveglianza delle zone di produzione dei molluschi bivalvi, matrici animali e alimentari per la ricerca di residui di sostanze vietate o farmaci autorizzati, somministrati in maniera irregolare nell’ambito del Piano Nazionale Residui, materie prime e mangimi nell’ambito del Piano nazionale alimentazione animale, alimenti di origine animale nell’ambito Piano regionale alimenti, latte nell’ambito del piano regionale per la ricerca delle aflatossine ed matrici animali e miele per il monitoraggio della radioattività ambientale.

Le attività istituzionali di controllo ufficiale della filiera di produzione degli alimenti origine animale (presso allevamenti, macello, strutture di produzione, vendita, trasporto ecc.) si sono svolte, in pandemia, osservando le misure preventive del contagio con particolare attenzione nell'uso dei dispositivi di protezione individuale (DPI) e delle altre misure di profilassi diretta. Si tratta, infatti, di attività che lo stesso Ministero della Salute ha individuato come "indifferibili". Per alcuni settori, come gli stabilimenti di macellazione o la produzione primaria dei molluschi bivalvi, il controllo veterinario è indispensabile al regolare svolgimento delle attività e l’immissione sul mercato dei prodotti, stante il cogente mandato normativo. In corso d’anno l'attività istituzionale è stata portata a termine recuperando il ritardo dei primi mesi di emergenza e, in sede di riesame dei risultati, si è potuto verificare il pressoché pieno raggiungimento dei LEA di competenza per il 2020.

Veterinari e tecnici della prevenzione sono stati coinvolti lo scorso anno anche nell’ambito delle azioni volte a contrastare la diffusione della pandemia. All’inizio dell’emergenza tutti i veterinari hanno dato la disponibilità a partecipare alle attività emergenziali, essendo coinvolti nello svolgimento di indagini epidemiologiche e in altre attività connesse. Nei mesi successivi, hanno svolto una specifica attività ispettiva e di sensibilizzazione mirata agli Operatori del Settore Alimentare (stabilimenti di produzione e lavorazione del settore carne, ittico, e altre strutture della filiera degli alimenti di origine animale) svolgendo accertamenti sull’adozione delle misure di prevenzione del contagio da Sars Cov2, emanate dalla Regione Emilia Romagna.
Per l'effettuazione dei controlli, grazie alla collaborazione con i professionisti del settore di vigilanza negli ambienti di lavoro (UOPSAL), è stata adottata una specifica lista di verifica (check list) che ha permesso di verificare in maniera completa ed omogenea sul territorio provinciale la conformità alle misure anti-Covid adottate.

 

Le attività produttive nel settore degli alimenti di origine animale in provincia di Ferrara
Settore primario (escluso autoconsumo)
113 allevamenti bovini, di cui 28 da latte
62 allevamenti ovi-caprini, di cui 8 da latte
25 allevamenti suinicoli
42 allevamenti equidi da carne
30 allevamenti avicoli
889 apiari
168 allevamenti di molluschicoltura
14 vallicolture in acque salmastre
12 itticolture in acque dolci
Stabilimenti di produzione/lavorazione alimenti di origine animale
Settore carne: 1 macello avicolo, 7 stabilimenti di sezionamento, 16 stabilimenti di lavorazione,
Settore ittico: 16 impianti di depurazione/spedizione molluschi, 2 impianti di aste del pesce, 14 impianti di prodotti della pesca/lavorazione del pesce
Settore uova: 3 impianti di imballaggio uova
Settore latte: 1 stabilimento trasformazione
Settore trippe e grassi: 5 stabilimenti
Attività di trasporto, distribuzione e somministrazione e laboratori registrati di alimenti di origine animale
Macellerie: 212
Pescherie: 56
Esercizi di vendita di prodotti di O.A. in forma ambulante (mercati): 88, di cui 47 ambulanti ittici
Caseifici annessi ad allevamento: 4
Laboratori lavorazione del miele: 52
Distributori automatici del latte crudo: 4
Trasportatori alimenti di origine animale: 41

 

I dati completi sull’attività dell’UO Attività Veterinarie, che vanno oltre i controlli per la sicurezza alimentare interessando anche gli animali d’affezione, le strutture di cura veterinarie, le farmacie e altro ancora, sono disponibili sul sito aziendale: https://www.ausl.fe.it/azienda/dipartimenti/sanita-pubblica/servizio-veterinario/area-sanita-pubblica-veterinaria da cui è possibile scaricare il Piano di lavoro dell’anno in corso e la pubblicazione degli indicatori “Standard di prodotto” dell’anno 2020.


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