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Ausl Ferrara risponde alle critiche su dimissioni e assistenza pubblicate su “Il Resto del Carlino” e “La Nuova Ferrara”

pubblicato il 12/12/2018 23:45, ultima modifica 12/12/2018 23:45
Con riferimento all’articolo di stampa apparso su “Il Resto del Carlino” del 10/12/2018 dal titolo “Familiari dei disabili lasciati soli” e all’articolo di stampa apparso su “La Nuova Ferrara” del 7/12/2018 dal titolo: “Le pressioni sulle dimissioni dell’anziano? Ci si può opporre”, l’Azienda USL di Ferrara precisa quanto segue.

Ferrara, 12 Dicembre 2018. Con riferimento all’articolo di stampa apparso su “Il Resto del Carlino” del 10/12/2018 dal titolo “Familiari dei disabili lasciati soli” e all’articolo di stampa apparso su “La Nuova Ferrara” del 7/12/2018 dal titolo: “Le pressioni sulle dimissioni dell’anziano? Ci si può opporre”, l’Azienda USL di Ferrara precisa quanto segue.

L’associazione Senza limiti ONLUS” cita l’articolo 2 comma 5 legge 328/2000 e afferma che i professionisti dei servizi sociali e socio sanitari “approfittano” della complessità della normativa di riferimento per dare informazioni parziali. Questa affermazione è assolutamente non rispondente al vero.

Il DPCM 12/1/2017 sui livelli essenziali di assistenza (LEA) all’articolo 30 “Assistenza sociosanitaria residenziale e semiresidenziale alle persone non autosufficienti” prevede che nell’ambito dell’assistenza residenziale, il Servizio sanitario nazionale garantisca alle persone non autosufficienti, previa valutazione multidimensionale e presa in carico: a) trattamenti estensivi, b) trattamenti di lungoassistenza, soggetti a contribuzione dell'utente. Analogamente dispone per i servizi semiresidenziali e a sostegno della domiciliartità

La valutazione multiprofessionale, partendo dalle effettive necessità dell'utente, definisce quali servizi siano maggiormente opportuni nei singoli casi e di questi servizi, i professionisti del settore, danno adeguata informazione. Le risorse destinate alla non autosufficienza e all’assistenza socio sanitaria in generale, non sono infinite, per questo la normativa di riferimento prevede modalità di accesso che consentano di utilizzarle al meglio.

Nella nostra provincia, in ossequio a quanto previsto in materia di Livelli essenziali di assistenza, gli accessi alle prestazioni socio-sanitarie sono sempre preceduti da una valutazione multidimensionale che "pesa" il bisogno secondo criteri oggettivi, normati da regolamenti concordati e trasparenti. I regolamenti del settore sono pubblici e pubblicati nell’apposita pagina della “Amministrazione Trsparente”, agli utenti viene comunicata la propria posizione in graduatoria, ciò che viene naturalmente tenuto riservato per quanto riguarda i dati degli altri utenti, che in nessun modo possono essere "per trasparenza" rivelati agli altri assistiti.

La privacy non è un pretesto ma un obbligo che tutela un diritto.

Va sottolineato che l’assistenza nelle strutture accreditate prevede una quota socio sanitaria a carico del Fondo Regionale per la non autosufficienza, una quota sanitaria per le cure sanitarie e una quota a carico dell’utente.

La quota a carico dell’utente, può essere sostenuta dal servizio sociale in caso di condizioni economiche disagiate, in base a regolamenti comunali.

La necessità di una lista di attesa che regola gli accessi al servizio in base alla gravità degli utenti risponde ad esigenze di corretta gestione delle risorse disponibili e trasparenza.

Peraltro le graduatorie per l’accesso alle strutture socio sanitarie accreditate, sono periodicamente riviste (per gli anziani non autosufficienti ogni 4 mesi) per definire al meglio le priorità di accesso, le esigenze assistenziali degli utenti e gli aggravamenti intervenuti.

L'impegno dei professionisti è, diversamente da quanto sostenuto dall'articolo, quello di dare l'informazione più precisa e più chiara possibile, non certo quello di occultare notizie o approfittarsi della "debolezza psicologica" dei cittadini.

In merito al secondo articolo di stampa e come già evidenziato anche dal Direttore Sanitario dell’Azienda USL di Ferrara, nei giorni scorsi, la presunta possibilità di opporsi alle dimissioni non tiene conto del fatto che i ricoveri ospedalieri sono disposti dal medico, in base ad una grave ed effettiva necessità dell’utente, con costi a carico della comunità, molto elevati.

Una simile decisione non può essere rimessa al singolo, ma solo un parere sanitario può stabilire la dimissibilità del paziente.

Tutti gli operatori della sanità e dell’ambito socio-sanitario e assistenziale sono al servizio dei cittadini per fornire loro il massimo supporto possibile, trasmettere informazioni e aiutare nei percorsi. Nessuno ha interesse personale a non offrire i servizi più appropriati per le necessità degli utenti, né a non utilizzare appieno le risorse a disposizione per il supporto alla comunità.

La Direzione dell’Azienda USL di Ferrara

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