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Nuovo appuntamento del laboratorio Italo Brasiliano a Copparo

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pubblicato il 16/07/2015 13:19, ultima modifica 16/07/2015 13:19
La Casa della Salute Terre e Fiumi ha ospitato un nuovo appuntamento previsto dal progetto internazionale lo scorso 15 luglio. Relatore d'eccellenza: il prof. Cristian F. Guimaraes, direttore del Dipartimento di gestione della Tecnologia di Informazione, Segreteria di Salute dello Stato del Rio Grande do Sul, Brasile

Continua la collaborazione tra Casa della Salute Terre e Fiumi di Copparo, il Centro Studi e Ricerche in Salute Internazionale e Interculturale (CSI-DIMEC) dell'Università di Bologna, e la delegazione brasiliana, grazie al progetto tra Azienda USL e Università degli Studi di Bologna si è svolto il seminario “Organizzazione territoriale del SUS (Sistema Unico di Salute) nel Rio Grande do Sul, Brasile: sfide attuali” - relatore il prof. Cristian F. Guimaraes, direttore del Dipartimento di gestione della Tecnologia di Informazione, Segreteria di Salute dello Stato del Rio Grande do Sul, Brasile.
Il laboratorio Italo Brasiliano si inserisce in un percorso di collaborazione avviato tra la Azienda USL di Ferrara dal 2014 con il Centro Studi e Ricerche in salute Internazionale e interculturale della Università degli Studi di Bologna.

Obiettivo generale del progetto è  la qualificazione delle reti territoriali di cure primarie per una promozione del benessere e della salute comunitaria, e per una presa in carico continuativa dei tanti cittadini  fragili a rischio o soggetti a condizioni di cronicità. Tali condizioni, insieme alla complessità dei nuovi bisogni di salute, rendono importanti nuovi strumenti di supporto alle professionalità sanitarie e sociali locali e la valutazione della efficacia delle politiche in atto di riorganizzazione dei servizi locali per il benessere e la tutela della salute.

CdS_16_07_2015La Casa della Salute (C.d.S.) rappresenta senza dubbio una grande opportunità di sperimentazione, innovazione e ricerca all'interno dell’intero comparto dei servizi sociosanitari. Rappresenta, infatti, il modello organizzativo più appropriato per rispondere alla disabilità, alla cronicità e alla fragilità, specialmente nella popolazione più vulnerabile promuovendo equità e partecipazione comunitaria.
Questo contesto può essere luogo ideale per promuovere progetti di innovazione, sperimentazione e valutazione che tendono a integrare la conoscenza del contesto locale e a individuare strumenti per il miglioramento della qualità assistenziale e l’efficacia dei servizi, in un'ottica di Comprehensive Primary Health Care che è una modalità adeguata per verificare le ricadute della nuova organizzazione delle Case della Salute sul benessere dei cittadini.

La collaborazione con la Università degli Studi di Bologna, con il Centro Sudi e Ricerche in  salute Internazionale e Interculturale, è  funzionale a questa azione di  sostegno alla qualità delle azioni e dei servizi progettati dalla rete locale che, oltre alla Azienda USL ha bisogno di un protagonismo attivo dei Comuni, delle Aziende di Servizio alla persona, delle forme di autorganizzazione e partecipazione dei cittadini.

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