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Medicina di genere: una nuova conquista

pubblicato il 21/12/2016 14:30, ultima modifica 21/12/2016 15:13
Importante risultato ragguinto grazie alla collaborazione tra la deputata ferrarese Paola Boldrini, l’Azienda USL e l’Università di Ferrara

Dopo un anno dall’avvio della collaborazione tra l’Azienda USL, l’Università di Ferrara e la deputata ferrarese Paola Boldrini, vengono confermati concreti progressi della Medicina di Genere in Italia, grazie anche alla sinergia che si è creata tra un gruppo di professionisti appartenenti  ad AUSL e Università, legati da un comune interesse professionale e scientifico per far progredire questo nuovo orientamento della diagnosi e cura, di cui fanno parte Fulvia Signani Psicologa Dirigente, Roberto Manfredini Professore Ordinario di Medicina Interna e Tiziana Bellini Coordinatrice del Corso di Laurea di Medicina e Chirurgia e delegata alla Didattica dell’Università di Ferrara.
A seguito della redazione della proposta di Legge  n. 3603 “Disposizioni per favorire l’applicazione e la diffusione della medicina di genere” depositata dall’Onorevole Paola Boldrini in qualità di prima firmataria di una lunga lista di Deputati e Deputate aderenti, alla Camera nel febbraio 2016, si è convenuto che, in attesa di approvazione della Legge, sarebbe stato possibile supportare il percorso che Boldrini ha scelto di intraprendere per rendere attuabili i diversi aspetti della Legge.

Il primo passo concreto è l’approvazione nel dicembre 2016 della mozione della Conferenza Nazionale Permanente dei Presidenti di Corso di Laurea, per l’inserimento della medicina orientata al genere in tutti gli insegnamenti delle Scuole di Medicina delle Università italiane. La mozione consiste nella applicazione del primo progetto pilota lanciato dal prof. Andrea Lenzi  - Presidente Consiglio Universitario Nazionale e Presidente della Conferenza dei Presidenti di Consiglio di Corso di laurea in Medicina e chirurgia -  e l’On. Paola Boldrini, progetto illustrato dalla Prof. Tiziana Bellini.  Hanno già aderito alla proposta, oltre all’Università di Ferrara e Roma Sapienza, gli Atenei di ‎Palermo, Napoli Federico II, Campobasso, Foggia, ma stanno arrivando molte altre adesioni. L’auspicio è quello che aderiscano tutti i Corsi di Laurea di Medicina e Chirurgia degli Atenei Italiani.


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