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Esperienze a confronto: l'Amministrazione comunale di Ovada in visita all'Ospedale di Comunità di Comacchio

pubblicato il 15/04/2016 16:21, ultima modifica 15/04/2016 16:21
L'Ospedale di Comunità della città di Comacchio diventa luogo di interesse per gli Amministratori dei Comuni della Regione Piemonte

 Il Sindaco Paolo Giuseppe Lantero del Comune di Ovada insieme a Mauro Rescore, medico di medicina generale ieri, sono stati accolti dal Direttore di Distretto Gianni Serra e dai diversi professionisti responsabili e referenti dell’Ospedale di Comunità (Osco) e della Casa della Salute di Comacchio.

Di particolare interesse per gli amministratori piemontesi sono stati i protocolli per la gestione delle cure intermedie e le caratteristiche dell'ospedale di comunità.

Paola Bardasi, Direttore generale dell’Azienda USL di Ferrara, nell'esprimere soddisfazione per l’interesse presentato dal Sindaco del Comune di Ovada, ribadisce che “Il modello di intervento messo in pratica dalle Casa della Salute del territorio ferrarese, migliora la qualità della vita e dell’assistenza e i primi dati di attività elaborati sulle nostre nostre Case della Salute lo dimostrano e sono molto positivi”.

Presente all’incontro Sergio Provasi, Assessore al Turismo ed Attività Produttive del Comune di Comacchio in rappresentanza del Sindaco Marco Fabbri, che ha seguito per tutta la mattina la tavola rotonda tra sanitari e Amministratori, così come la visita guidata alla struttura. Orgoglioso per l’interesse mostrato dal Comune piemontese per l’organizzazione dei servizi offerti dalla Casa della Salute di Comacchio. Provasi ha colto l’occasione per ribadire la necessità di portare a termine la fase progettuale della Casa della Salute di Comacchio, così come è stata impostata e definita dalla Giunta Comunale di Comacchio.

Gianni Serra esprime grande soddisfazione per l’apprezzamento ricevuto per la progettualità della Casa della Salute: “La visita di oggi si aggiunge a quella di altre delegazioni che hanno voluto conoscere le Case della Salute Terre e Fiumi di Copparo e Cittadella S. Rocco di Ferrara, dimostrando come le scelte di implementare la medicina territoriale ed i percorsi in rete con la medicina ospedaliera attraverso le Case della Salute, come impostato dalla Regione Emilia Romagna e nello specifico dall’Azienda USL di Ferrara per il territorio locale, sia di grande interesse da parte di altre amministrazioni extra regionali, come in questo caso un comune della Regione Piemonte”.

Bertilla Mazzanti, direttore Unità Operativa Cure Primarie, Enrico Bellotti, coordinatore dei medici di medicina generale e Claudio Carli, responsabile infermieristico dell’Osco, hanno quindi presentato, insieme ai medici di medicina generale che seguono il reparto, il percorso di realizzazione sia della Casa della Salute che dell’Ospedale di Comunità di Comacchio, le specificità legate all’assistenza, i requisiti di accesso così come le modalità organizzative del servizio, che si caratterizza per una gestione di tipo infermieristico, con la supervisione dei medici di medicina generale.

La struttura

La Casa della Salute di Comacchio è una casa della salute di tipo “Grande” ed ospita il Nucleo di Cure Primarie di Comacchio composto da 15 medici di medicina generale e 3 pediatri di libera scelta.

A fianco di essa anche l’OsCo con 20 posti letto. Struttura di degenza territoriale inserita nella rete dei servizi distrettuali, a forte gestione infermieristica, che prevede la presenza di infermieri e operatori sociosanitari 24 ore su 24, con assistenza medica garantita dai Medici di Medicina Generale e dai Medici della Continuità assistenziale, con il supporto degli specialisti della Casa della Salute.

Il gruppo dei medici che lavorano all’Osco di Comacchio è costituito da Francesco di Paola Stranieri, Marcello Marcialis, Galli Stefano, Guendalini Fausto, Ferroni Ettore ed Enrico Bellotti. Tutti medici che operano nel Comune di Comacchio.

L’infermiere in Osco è il responsabile dell’organizzazione delle cure , ed al medico spetta il compito diagnostico terapeutico, il protocollo operativo vede medici ed infermieri collaborare senza più una scala gerarchica ma sulla base della solidarietà di equipe finalizzata all’erogazione di buone cure appropriate ai bisogni di quei pazienti.

 

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