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"Mettiamo insieme i cocci"

pubblicato il 20/08/2012 15:56, ultima modifica 20/08/2012 15:56
Il progetto presentato a UnoMattina Estate su Rai Uno martedì 21 agosto 2012

“Mettiamo insieme i cocci” il progetto che dal 2009 vede impegnati i pazienti del dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda USL e i  volontari del GAF, fissa un nuovo appuntamento, stavolta con la TV di Stato. Martedì 21 agosto, infatti, nel corso della  trasmissione UnoMattina Estate in onda su Rai Uno, si parlerà dell’ esperienza che il Gruppo Archeologico di Ferrara sta facendo con i pazienti del Centro “Il Convento” di San Bartolo.
Sarà il vice direttore GAF, Gianfranco Mascellani, a raccontare in diretta TV (tra le 9,45 e le 11.00) l’origine, l’evoluzione e i risultati del laboratorio di archeoterapia conosciuto col nome di “Mettiamo insieme i cocci”.

Si ricorda che il progetto è stato ideato nel 2008 dal Dipartimento di Salute Mentale dell’Azienda USL di Ferrara, seguito inizialmente da due docenti dell’ex Centro Territoriale Permanente di Codigoro, in collaborazione con la direzione del Museo Archeologico Nazionale di Ferrara. Qui, per la prima volta, un gruppo di pazienti, donne e uomini di età compresa tra i 35 e i 55 anni, ospiti del centro socio riabilitativo “Il Convento” di San Bartolo, hanno avuto l’opportunità di entrare in un laboratorio di restauro e scoprire l’emozione che si può provare a contatto con oggetti antichi, preziosi come i reperti etruschi di Spina. Il GAF (Gruppo Archeologico Ferrarese) è stato coinvolto nel progetto nel 2009 per volontà di Caterina Cornelio, direttrice del Museo; da allora una decina di volontari hanno creato a San Bartolo uno spazio attrezzato che si è via, via trasformato nel laboratorio di archeoterapia “Mettiamo insieme i cocci”, dove insieme con i pazienti si è avviata l’attività di setacciatura di terra di scavo alla ricerca di frammenti che si possono ricomporre in un reperto. E’ un’esperienza che permette ai pazienti di essere soggetti attivi, di lavorare fianco a fianco con i volontari e il cercare di “mettere insieme i cocci” diventa metafora di un possibile percorso di recupero psichiatrico che può aiutare ad aprire un canale di comunicazione con l’universo emotivo di persone sofferenti.

Dopo due anni di pratica nella setacciatura di terra di scavo, dal 2011 la complessiva maturazione del gruppo di pazienti ha permesso di affrontare altre specializzazioni che vanno dalla ricerca di semi e pollini, commissionata dal laboratorio di archeobotanica di San Giovanni in Persiceto, per permettere agli esperti di ricostruire l’habitat antico; al lavaggio e catalogazione di tessere di mosaico recuperate durante le campagne di scavo della Soprintendenza per i Beni Archeologici dell’Emilia Romagna svolte dal GAF nel ferrarese, (comuni di Ro e di Copparo), per tentare di riprodurre di tipologie di pavimenti a mosaico di epoca romana.

Gli ottimi risultati conseguiti hanno portato ad una nuova e più recente evoluzione del laboratorio: con i pazienti si studiano e sperimentano le fasi di realizzazione del mosaico per riprodurre esempi di pavimentazioni antiche, utilizzando tessere prodotte dagli stessi pazienti ma anche tessere originali romane. Per le tecniche di composizione i volontari del GAF hanno fatto tesoro delle informazioni acquisite durante un viaggio di studio a Madaba, in Giordania, per visitare la Scuola di Mosaico fondata dal Padre francescano Michele Piccirillo, insigne archeologo prematuramente scomparso, nella quale lavorano decine di giovani giordani e palestinesi, molti dei quali disabili. Per le decorazioni geometriche ci si ispira, invece, ai pavimenti musivi di epoca romana rinvenuti nelle ville della Città romana di Claterna (Ozzano Emilia), sito archeologico visitato dai pazienti in una gita di studio.

Dal laboratorio di mosaico è nata l’idea di presentare tutto il percorso del progetto “Mettiamo Insieme i Cocci” in una mostra che porta lo stesso nome, ideata dal GAF, in collaborazione col Servizio di Salute Mentale dell’Azienda USL di Ferrara, con il Museo Archeologico e sostenuta dal contributo della Ditta ferrarese “Fratelli Zucchini”. Proprio questa mostra ospitata nel periodo pasquale nel Chiostro di San Paolo e visitata da tanti cittadini, da studenti e da turisti ha attirato l’interesse dei media nazionali, come il settimanale Visto che nel numero del 28 giugno scorso ha dedicato un ampio reportage al progetto Mettiamo insieme i cocci.


 

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