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Al via la vaccinazione antinfluenzale per il personale delle due aziende sanitarie

pubblicato il 21/10/2020 15:33, ultima modifica 21/10/2020 15:34
Si chiama #IOMIVACCINO la campagna promossa dalle due Aziende Sanitarie ferraresi. Nel 2019 entrambe le aziende hanno raggiunto l’obiettivo regionale del 34% di operatori vaccinati.

Ferrara, 21-10-2020. Presso l’Azienda Ospedaliero – Universitaria di Ferrara prende il via oggi, mercoledì 21 ottobre 2020, la campagna dedicata alla vaccinazione antinfluenzale 2020-2021 dei dipendenti rivolta al personale. Da lunedì 26 ottobre invece per i dipendenti dell’azienda USL.

Le due Aziende, come lo scorso anno, hanno dato vita ad una serie di iniziative atte a coinvolgere gli operatori sanitari ed amministrativi in servizio presso le strutture ospedaliere e sanitarie della provincia. Prima fra tutte la realizzazione da parte delle due Aree Comunicazione aziendali delle spille gadget “#iomivaccino 2020”.

La prevenzione dell’influenza rappresenta un importante intervento di sanità pubblica, sia per l’impatto dell’epidemia stagionale sulla popolazione, sia per l’impegno dei servizi sanitari nella realizzazione della campagna vaccinale annuale. Quest’anno la stagione influenzale molto probabilmente vedrà una co-circolazione di virus influenzali e Covid-19. Risulta ancora più importante rispetto al passato, rafforzare l’offerta alla vaccinazione per i soggetti maggiormente a rischio, di tutte le età, per condizione patologica, fisiologica (gravidanza) o esposizione lavorativa. Tutto questo con l’obiettivo non solo di ridurre le complicanze da influenza e conseguentemente gli accessi ai pronto soccorso, ma anche di semplificare la diagnosi e la gestione dei casi sospetti (vista la sintomatologia respiratoria sovrapponibile per Covid-19 e influenza) soprattutto in età adulta.

“Mai come quest’anno – hanno spiegato all’unisono le direttrici generali, Paola Bardasi e Monica Calamai – la vaccinazione antinfluenzale è particolarmente importante ed indicata per gli operatori sanitari, chiamati a garantire l’assistenza ai nostri pazienti. Un’azione che ha sempre avuto un fortissimo aspetto preventivo, ma in una fase di pandemia da Sars-Cov-2 quando la “normale influenza” può essere scambiata per Covid-19, la vaccinazione assume un aspetto ancora più fondamentale”.

Nel corso della stagione influenzale 2019-2020 la percentuale di vaccinazione tra gli operatori sanitari del Sant’Anna aveva raggiunto il 40,8%, mentre per l’Azienda USL il dato stimato di copertura è stato del 41,3%. Una copertura mai raggiunta in precedenza, che va tuttavia ulteriormente migliorata.

Anche per quest’anno, per i dipendenti dell’Azienda ospedaliero Universitaria, sono molte le opportunità a disposizione dei dipendenti che vogliono vaccinarsi: oltre all’ambulatorio tradizionale, ogni Unità Operativa avrà a disposizione i vaccini anti influenzali e il personale potrà vaccinarsi all’interno del proprio Reparto.

Per i dipendenti dell’Azienda USL, le vaccinazioni inizieranno da lunedì 26 ottobre. Per quest’anno si è previsto di proporre la vaccinazione al personale sanitario abbinata allo screening sierologico e/o tampone nasofaringeo, garantendo la possibilità ad ogni dipendente di accedere ad un percorso facilitato per effettuare il vaccino antinfluenzale in quanto coincidente con la chiamata per l'esecuzione del test sierologico o del tampone.  Nelle strutture ospedaliere sono state predisposte delle Equipe itineranti che si recheranno nelle degenze per effettuare lo screening e contemporaneamente verrà proposta l'esecuzione della vaccinazione, mentre nelle Case della Salute saranno disponibili ambulatori dedicati all'esecuzione di vaccino antinfluenzale in contemporanea allo screening, al fine di garantire l'adesione del maggior numero di dipendenti.

Gli operatori sanitari hanno un’alta probabilità di contrarre l’influenza e di essere a loro volta fonte di contagio nei confronti dei pazienti e – fuori dal luogo di lavoro - dei propri cari. Con la vaccinazione si evita di essere veicolo di diffusione di una malattia che, soprattutto per chi vive condizioni di fragilità, può generare pericolose complicanze.

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