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Il tumore mammario nella provincia di Ferrara

pubblicato il 13/10/2015 13:10, ultima modifica 19/11/2015 10:13
Ottobre Rosa è l’occasione per diffondere sempre più l’attenzione alla prevenzione del tumore mammario

Nella provincia di Ferrara vengono diagnosticati ogni anno circa 380 nuovi casi di tumore mammario, secondo i dati pubblicati dal Registro Tumori.
Sono oltre 5000 nella nostra provincia le donne che vivono dopo aver ricevuto una diagnosi di cancro al seno, e quasi 500.000 nella nostra nazione.
L’incidenza del tumore mammario è in aumento, ma si assiste parallelamente ad una riduzione della mortalità, legata prima di tutto all’adozione degli screening per la diagnosi precoce.
Nella nostra regione il programma di screening è attivo da oltre 10 anni e la nostra provincia è fra quelle con i tassi di adesione all’invito fra i più alti (> 70%, contro una media nazionale poco al di sopra del 50%). Recentemente lo screening è stato esteso alle donne fra i 45 e 49 anni ed a quelle fra 70 e 74 anni. E’ bene ricordare che eseguire la mammografia all’interno dello screening significa qualità di esecuzione dell’esame, lettura delle immagini da parte di radiologi esperti, e soprattutto, se necessario, collegamento diretto con i programmi di trattamento.
Il tasso di tumori diagnosticati è di circa il 6 per mille fra i 50 e i 69 anni, 4 per mille fra i 45 e i 49 e 12 per mille sopra i 70 anni. L’assoluta maggioranza dei tumori identificati è in stadio iniziale, quando i trattamenti sono in grado di portare le donne a guarigione nella quasi totalità dei casi.
Alla diagnosi precoce si affiancano oggi trattamenti chirurgici sempre più limitati, in particolare per quanto riguarda la chirurgia ascellare, dove l’adozione della tecnica di biopsia del linfonodo sentinella permette di evitare in 2/3 dei casi lo svuotamento dell’ascella e di ridurre quindi le possibili sequele (come il linfedema del braccio).
La radioterapia può essere eseguita in alcuni casi anche direttamente in sala operatoria, e le terapie oncologiche sono sempre più personalizzate sulla base delle caratteristiche biologiche del tumore, permettendo di ridurre effetti collaterali ed di aumentare l’effetto di protezione. Tutto questo richiede un grande sforzo organizzativo, perché numerosissimi sono i professionisti coinvolti (radiologo, medico nucleare, anatomo-patologo, chirurgo, chirurgo plastico, radioterapista, oncologo, fisiatra, genetista, psicologo, infermieri case manager e tecnici sanitari), che devono operare in modo coordinato, secondo protocolli predefiniti.

Per questo motivo presso le Aziende Sanitarie è stato attivato dall’ottobre 2014 un percorso diagnostico terapeutico per questa patologia, che permette la presa in carico e la gestione multidisciplinare, integrata e sequenziale delle procedure diagnostiche, chirurgiche, oncologiche e radioterapiche, resa possibile anche dalla presenza di infermiere case-manager dedicate.
Il PDTA (Percorso Diagnostico Terapeutico Assistenziale) afferisce al circuito nazionale di Seno-Network, che raccoglie tutte le “Breast Units” che rispondono a specifici requisiti qualitativi ed organizzativi. Nel corso dell’ultimo anno sono state discussi negli incontri multidisciplinari settimanali oltre 350 casi di pazienti, nella maggior parte dei casi indirizzate poi a chirurgia. In circa ¼ dei casi è stato possibile programmare una radioterapia durante lo stesso intervento chirurgico. Nel 15% dei casi è stato avviato un trattamento oncologico preoperatorio per consentire una chirurgia più limitata. Per ridurre i tempi di attesa per il trattamento chirurgico è stato reso disponibile un maggior numero di sedute operatorie. Tutte le pazienti vengono valutate per trattamenti oncologici precauzionali chemioterapia (circa 1/3 dei casi), terapie biologiche o terapie ormonali, che possono essere eseguiti presso i day-hospital oncologici dei vari ospedali provinciali, tutti facenti capo all’Oncologia dell’Ospedale di Cona.
Qui è possibile anche offrire alle pazienti, grazie agli oltre 30 studi sperimentali attivi, terapie innovative di ultima generazione, in diverse fasi della malattia.
Numerosi progetti sono stati avviati (con la collaborazione delle associazioni di volontariato) per migliorare l’organizzazione e per affrontare aspetti magari trascurati, fra i quali la creazione di una rete per la riabilitazione delle pazienti operate, attività per la gestione del disagio psicologico correlato con la diagnosi ed i trattamenti, per la gestione di effetti collaterali particolari come la caduta dei capelli (attraverso la disponibilità di una attrezzatura dedicata in grado di ridurre significativamente il fenomeno), per la cura della immagine corporea durante e dopo la malattia (attraverso un progetto sviluppato insieme a CNA- benessere e sanità), per l’attenzione agli stili di vita ed alla alimentazione (attraverso un progetto insieme alla Lega Italiana per la Lotta contro i Tumori), per l’informazione delle pazienti relativa alla malattia ed alle cure e per la conoscenza dei diritti dei malati e delle modalità per avvalersi delle opportunità esistenti.

Nel corso del mese di ottobre 2015, sono stati organizzati numerosi eventi per promuovere l’attenzione alla prevenzione del tumore mammario, per fare il punto su quanto la sanità già offre e sulle nuove iniziative in campo, grazie agli eventi di Ottobre Rosa.

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