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Nuovo laser al Tulio all'urologia per curare iperplasia benigna della prostata

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pubblicato il 25/11/2019 16:10, ultima modifica 25/11/2019 16:16
Al Delta l'apparecchiatura all'avanguardia che fa dell'ospedale di Lagosanto il centro di riferimento provinciale per i disturbi legati alla prostata

L’Unità Operativa Urologia di Ausl di Ferrara si è dotata di un Laser al Tulio [1]  per offrire alla popolazione maschile della provincia di Ferrara un’ulteriore opzione terapeutica nel trattamento chirurgico endoscopico dell’iperplasia prostatica benigna. I vantaggi di questa tecnologia sono: ridotto tempo di uso del catetere per il paziente; abbreviato tempo di degenza; l’impiego anche per un maggior numero di pazienti in terapia anticoagulante e/o antiaggregante. Infatti, utilizzare, per questi pazienti un metodo che garantisce un rischio di sanguinamento intra e post operatorio assai limitato, consente di poter operare tutti i pazienti con la massima serenità e sicurezza.

Il Laser al Tulio consente, infine, d’intervenire per asportare tumori del rene di piccole dimensioni, come sui tumori della vescica e dell’alta via escretrice tumori originati dalla via urinaria (bacinetto renale, uretere, vescica e primo tratto di uretra) che si sviluppano nel bacinetto renale e nell’uretere.

 "Ferrara è punto di eccellenza nazionale per il livello di specializzazione importante raggiunto - ha spiegato Claudio Vagnini, direttore generale AUSL Ferrara in conferenza stampa - l'ipertrofia prostatica è un disturbo molto comune soprattutto dopo i 50 anni e non deve essere trascurato"   Con un investimento di oltre 250 mila euro per tre anni, grazie alla dotazione del laser al Tulio si potrà intervenire in maniera più semplice e per via endoscopica, riducendo di circa il 50% il tempo di degenza. "Sui disturbi alla prostata - ed a maggior ragione sui tumori maschili-  abbiamo la necessità di risvegliare l'attenzione degli uomini, sempre meno sensibili ai controlli periodici ed agli screening in genere".

LA PATOLOGIA

L’iperplasia benigna della prostata (IPB), ovvero l’aumento delle dimensioni dell’organo, è una patologia estremamente frequente nella popolazione maschile con un andamento spesso cronico e progressivo, un ingrossamento non cancerogeno della ghiandola prostatica che può rendere difficile la minzione.

L’ingrossamento della ghiandola maschile necessita di un trattamento medico ed eventualmente chirurgico quando la sofferenza della minzione diventa importante ed influenza negativamente la qualità di vita del paziente.

Inoltre, il trattamento diventa imperativo nel rischio di complicanze legate all’ostruzione allo svuotamento vescicale: deterioramento del muscolo vescicale con rischio di ritenzione di urine acuta e cronica, diverticoli vescicali, infezioni urinarie ricorrenti, calcolosi vescicale.

L’INTERVENTO CHIRURGICO

L’operazione è endoscopica per via trans-uretrale e asporta il tessuto prostatico in eccesso che ostruisce l’uretra prostatica. Non viene, quindi, rimossa completamente la ghiandola prostatica, ma solo liberata dal suo interno, così da permettere nuovamente uno svuotamento vescicale libero da ostacoli.

Il Laser al Tulio è una fonte di energia laser versatile che, rispetto ad altri laser, consente un “mix” simultaneo di taglio e coagulazione riducendo al minimo le perdite ematiche. Tra le sue caratteristiche vi è anche la superficialità che consente un approccio chirurgico preciso e rispettoso delle altre funzioni corporee.

LE APPLICAZIONI

Il Laser al Tulio si utilizza essenzialmente nella terapia dell’Ipertrofia Prostatica Benigna (IPB), garantendo risultati ottimi in termini di disostruzione (diminuendo al minimo i rischi di sanguinamento) e di sintomatologia irritativa post intervento. Altre applicazioni sono nel trattamento dei tumori superficiali della vescica e dell’uretere e nell’asportazione di tumori renali di dimensioni piccole (≤4 cm).

"L'ipertrofia prostatica è un disturbo frequente- aggiunge Carmelo Ippolito direttore dell'Urologia provinciale - qualche anno fa era al secondo posto a livello mondiale per la diffusione dopo la cataratta. Tradizionalmente trattata con bisturi elettrico oggi, grazi alla nuova tecnologia introdotta al Delta, consente precisi vantaggi:

  • Intervento endoscopico -senza incisioni od accessi esterni- per via transuretrale.
  • L’azione vaporizzante riduce il rischio di sanguinamento anche nei soggetti che utilizzano terapie anticoagulanti od antiaggreganti.
  • Riduzione del catetere postoperatorio.
  • Degenza ridotta (oltre il 50%).
  • Minori sanguinamenti con conseguente diminuzione di trasfusioni.
  • Conservazione delle normali capacità erettili e di eiaculazione molto superiori alle altre tecniche tradizionali.

Grazie alla sua versatilità - è giusto sottolinearlo - consente di intervenire anche su piccoli tumori vescicali e renali permettendo di salvaguardare gli organi e non asportarli completamente come avveniva fino a qualche tempo fa".

L'equipe di Ippolito è già pienamente formata ed operativa ed ha programmato la prima seduta con la nuova apparecchiatura per venerdì 29 novembre.

IL CONTESTO AZIENDALE

Il fatto che l’Azienda USL di Ferrara sia particolarmente all’avanguardia su diagnostica e trattamento di disturbi di tipo urologico lo confermano per un versante i dati aziendali di attività sulle risonanze alla prostata: sono oltre 400 le prestazioni eseguite all’anno all’ospedale del Delta, casistica fra le più alte d’Italia. A cui si aggiunge il diffuso apprezzamento della didattica promossa dal reparto di Radiologia dell’Azienda USL di Ferrara, diretta da Giorgio Benea, quali il corso teorico-pratico di risonanza magnetica multiparametrica della prostata, che ha visto la nutrita partecipazione di radiologi provenienti di altre regioni.

Il successo ottenuto ha convinto l’AUSL Ferrara a pianificare un’ulteriore edizione del corso per la primavera 2020, per tentare di rispondere alle continue richieste di partecipazione provenienti da professionisti di tutta Italia.

La risonanza magnetica della prostata rappresenta una metodica che ha contribuito negli ultimi anni a notevoli miglioramenti nella diagnosi e nella stadiazione del cancro della prostata, che risulta a tutt’oggi la neoplasia più diffusa nel sesso maschile. L’impatto della nuova metodica ha comportato notevoli miglioramenti nell’iter diagnostico-terapeutico del paziente affetto da tale patologia, non ultima la possibilità di poter pianificare la biopsia prostatica sulla base del risultato RM, mirando con precisione eventuali noduli sospetti.

"Grazie ad un'Unità Operativa Unica a livello provinciale strutturata su tre sedi: Cento, Lagosanto e Cona ed al progetto presentato dal dr. Ippolito all'avvio del suo incarico come direttore dell'Urologia oggi si sta lavorando per garantire la specializzazione di ognuno di questi poli sulle patologie di un particolare organo - illustra la direttrice sanitaria Nicoletta Natalini - Al Delta, che vanta una vocazione sulla prostata e dove gia esistenva una risonanza magnetica specializzata su particolari tipologie di indagini diagnostiche oggi installiamo il laser al Tulio. A ciò sia aggiunga la collaborazione - fondamentale - tra radiologia ed urologia punto di partenza per un'ottima indagine di disturbi legali a malfunzionamenti della prostata, ed all'alta specializzazione che stiamo sostenendo, in continua crescita, dei radiologi aziendali. Abbiamo già pianificato anche l'acquisto di un particolare ecografo top di gamma, da collocare sempre a Lagosanto appositamente dedicato, per eseguire biopsie prostatiche mirate mediante una metodica di fusione dell’immagine ecografica e dell’immagine di risonanza magnetica (biopsie prostatiche con tecnica fusion). Ciò assicurerà indagini sempre più precise".


Da sinistra: Claudio Vagnini, Nicoletta Natalini e carmelo Ippolito

 I DATI

Gli interventi per tumore alla prostata rientrano tra le prestazioni monitorate a livello nazionale e regionale. I dati ufficiali periodicamente raccolti restituiscono per il 2019 un’immagine di efficienza da parte delle aziende Sanitarie ferraresi: la percentuale degli interventi eseguiti entro i tempi di attesa nei primi 9 mesi del 2019 si attesta al 91,7 % dei casi.

 

Tabella 1. Interventi per tumore alla prostata in provincia di Ferrara e rispetto dei tempi di attesa (svolgimento entro la classe di priorità)

2018

Primi 9 mesi 2019

61 casi in provincia di Ferrara

36 casi in provincia di Ferrara

Rispetto dei tempi di attesa nel 55,7% dei casi

Rispetto dei tempi di attesa nel 91,7% dei casi

 

 



[1] Tulio Elemento chimico del gruppo delle terre rare; simbolo Tm, numero atomico 69, peso atomico 168,93, scoperto nel 1878 da P.T. Cleve. Il tulio è usato nei laser a stato solido. http://www.treccani.it/enciclopedia/tulio/

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