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Presentata l’Indagine Pilota della Direzione Territoriale del Lavoro di Ferrara sui dipendenti di AUSL Ferrara per il Progetto “La conoscenza tra i dipendenti delle tutele previste per le Patologie Oncologiche”

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pubblicato il 07/03/2014 14:18, ultima modifica 07/03/2014 14:18
Le persone affette da patologie oncologiche non vogliono più restare a casa e aspettare la guarigione, ma vogliono continuare a lavorare, ed è quindi importante capire la capacità di risposta e d’adattamento dell’ambiente di lavoro -fisico e umano- a questo “diverso lavoratore”. Una sfida, nuova e differente, per il mondo del lavoro.

Ferrara, 7 Marzo 2014.  “La Direzione Territoriale del Lavoro di Ferrara  vuole essere  a fianco della Consigliera di Parità della Provincia di Ferrara, in questa come in altre iniziative, dalla conciliazione alla prevenzione delle discriminazioni, per contribuire al buon esito delle azioni d’informazione -e non solo di genere- che  sono il motivo di questa indagine, per aumentare il livello di consapevolezza dei diritti propri -come lavoratori- e delle proprie famiglie”. Queste le parole con le quali, Alessandro Millo, Direttore reggente Direzione Territoriale del Lavoro di Ferrara,  ha presentato il primo passo della ricerca “La conoscenza tra i dipendenti delle tutele previste per le Patologie Oncologiche” promossa dalla Direzione Territoriale del Lavoro di Ferrara e dall’avvocato Donatella Orioli, Consigliera di Parità  per la Provincia di Ferrara, e che ha trovato nel CUG Comitato Unico di Garanzia di AUSL Ferrara un partner ideale grazie al bacino d’indagine dei suoi oltre tremila dipendenti.

Fulvia Signani, Presidente CUG AUSL ha infatti evidenziato che "l'Azienda USL ha risposto favorevolmente alla proposta della Direzione Territoriale del Lavoro di elaborare, con il supporto della Consigliera di Parità provinciale, uno strumento di indagine come questo. L'azione rappresenta una continuità di impegno dell'Azienda ed in particolare del Comitato Unico Aziendale, di attenzione ai bisogni speciali che i e le dipendenti presentano nel corso della vita lavorativa, necessità che si fa sempre più pressante, visto il prolungamento forzato dalle ultime norme in materia di pensionamento. Rilevare il livello d’informazione e rendere più informati e consapevoli i lavoratori e le lavoratrici su diritti, rappresenta inoltre un impegno che l'Azienda persegue da anni con un'offerta permanente di formazione sul rispetto delle diversità."

Donatella Orioli, Consigliera di Parità, ha rilevato "l’importanza del momento che rappresenta  una tappa di un percorso avviatosi due anni fa,  dopo la richiesta della rete nazionale delle consigliere di parità di realizzare un opuscolo informativo per i lavoratori per aiutarli nel momento del bisogno a fronte di patologie oncologiche o invalidanti. Al mio insediamento a fine 2011, grazie alla disponibilità della Direzione Territoriale del Lavoro di Ferrara, in particolare nella persona dell’avv. Rosa Rubino, abbiamo iniziato un percorso che ha trovato nell’Azienda USL, in particolare in Fulvia Signani Presidente del CUG, la lungimiranza di cogliere in questo progetto di ricerca informativa uno strumento  d’indagine funzionale anche alle proprie esigenze interne all’azienda di attività del CUG. Il successo dell’iniziativa è frutto di due approcci: il primo il gioco di squadra, ma, attenzione, finalizzato a creare sinergie per gli altri, per il lavoratori, non tanto per i partner della rete. Il secondo,   che mi è particolarmente caro, quello di riuscire a  mettere in campo degli interventi che vadano a migliorare effettivamente  il benessere delle persone sia sui luoghi di lavoro sia  nella vita privata”.

Non è-quindi- un’indagine che serve per quantificare numericamente quante sono le persone affette, interessa, invece, capire come le persone siano riuscite a convivere con questi problemi nell’ambito lavorativo, se si  siano sentite sole, come siano riuscite a superare le difficoltà. "Questo perché dobbiamo sapere mettere in campo azioni concrete per prevenire e rimuovere le criticità" ha concluso Orioli.

Ultimo ambizioso obiettivo, dopo questo primo step, del progetto è quello d’estendere il più possibile ad altre aziende questo metodo di lavoro e di approccio per poter poi mettere a confronto i risultati  e valutare le diverse risposte ottenute: quali sono le difficoltà di ogni specifico ambito e quali sono le flessibilità adottate o messe in campo sia dai lavoratori sia dalle diverse aziende.

Le persone affette da patologie oncologiche non vogliono più restare a casa e aspettare la guarigione, ma  vogliono continuare a lavorare, ed è quindi importante capire la capacità di risposta e d’adattamento  dell’ambiente di lavoro -fisico e umano- a questo  “diverso lavoratore”. Una sfida, nuova e differente, per il  mondo del lavoro.

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