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"La Salute ci sta a cuore": perché la prevenzione rappresenta la chiave di volta per affrontare le malattie cardiovascolari

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pubblicato il 27/03/2014 13:40, ultima modifica 27/03/2014 13:41
“La Salute ci sta a cuore”, questo lo slogan dell’iniziativa organizzata per mercoledì 26 marzo 2014 dalla direzione del distreto ovest e dai medici e specialisti del SS. Ma Annunziata di Cento, in collaborazione con le istituzioni ed associzioni di volontariato locali ed i medici di famiglia, per offrire ai cittadini consigli sulla prevenzione e la cura delle malattie cardiovascolari. Un incontro molto gradito dai partecipanti, che hanno approfittato della presenza dei professionisti per approfondire aspetti clinici ed organizzativi connessi a tali disturbi

Le malattie cardiovascolari come l’infarto o l’ictus rappresentano un’importante causa di mortalità e disabilità ed è in continuo aumento il numero di ultrasessantacinquenni colpiti da questi problemi e dalle conseguenze più diffuse, come lo scompenso cardiaco e gli esiti dell’ictus cerebrale.

L’adozione di sani stili di vita: evitare il fumo, la sedentarietà e svolgere un’attività fisica regolare e moderata aiutano il cuore a mantenersi allenato e possono davvero ridurre sensibilmente i rischi, consentendoci di invecchiare in buona salute.

La prevenzione rappresenta la chiave di volta fondamentale per mantenersi in salute e per ridurre l’impatto di queste malattie sia sul grado di autonomia e qualità della vita dei pazienti, che di costi umani ed economici.

L'incontro di mercoledì 26 marzo 2014 alla Casa Operaia di Bondeno è stato condotto dal direttore di distretto Mauro Manfredini e – grazie agli interventi dei professionisti Biagio Sassone, direttore della UO Cardiologia dell'Osp. SS.Annunziata, Annalisa Camerani, coordinatrice del NCP di Bondeno e Sandro Bartalotta, dirigente del Dip.to Cure Primarie – sono stati presentanti gli stili di vita sani per la prevenzione delle malattie cardiovascolari, le principali malattie del cuore, il modello assistenziale per intensità di cura nella cardiologia ospedaliera integrata e le possibili collaborazioni e integrazioni tra i medici di famiglia e gli specialisti ospedalieri.
In particolare, il coinvolgimento del medico di famiglia nel calcolare il rischio cardiovascolare specifico risulta fondamentale soprattutto nella popolazione anziana, dove i fattori di rischio cardiovascolare crescono in modo esponenziale e possono anche presentarsi in maniera concomitante.

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