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La Casa della Salute di Ferrara

pubblicato il 11/06/2013 15:36, ultima modifica 11/06/2013 15:37
La parola d’ordine è conciliare la concentrazione di servizi efficienti con la prossimità delle cure: inutile avere una miriade di servizi diffusi se poi non è possibile la presa in carico, costringendo l’utenza ad una inevitabile migrazione per avere le risposte ai bisogni sanitari dell’assistenza di base che oggi richiedono più servizi, uffici e diverse professioni

Da alcuni anni la Regione Emilia-Romagna ha intrapreso un percorso di ridefinizione dei servizi territoriali mirato a garantire la presa in carico delle persone, la prossimità delle cure, la continuità assistenziale e risposte globali al bisogno di salute espresso. La parola d’ordine è conciliare la concentrazione di servizi efficienti con la prossimità delle cure: inutile avere una miriade di servizi diffusi se poi non è possibile la presa in carico, costringendo l’utenza ad una inevitabile migrazione per avere le risposte ai bisogni sanitari dell’assistenza di base che oggi richiedono più servizi, uffici e diverse professioni. La Regione ha programmato la realizzazione di 65 Case della Salute, che siano punto di riferimento certo per l’accesso dei cittadini alle cure primarie, in cui si concretizza sia l’accoglienza e l’orientamento ai servizi, ma anche la continuità dell’assistenza, la gestione delle patologie croniche ed il completamento dei principali percorsi diagnostici che non necessitano di ricorso all’ospedale.

Tutto ciò, evidentemente, è difficilmente realizzabile in ogni singolo ambulatorio medico di medicina generale, proprio perché i dati epidemiologici e la complessità dei servizi stanno rapidamente cambiando e la risposta può essere solo multiprofessionale. Nelle Case della Salute, infatti, l’erogazione delle cure si realizza attraverso l’azione congiunta dei medici di medicina generale (MMG), pediatri di libera scelta (PLS), specialisti territoriali, infermieri, ostetriche, operatori socio assistenziali e personale addetto al front office.
Dovunque le Case della Salute sono state avviate, la popolazione - soprattutto anziana - ne ha avuto un beneficio molto apprezzato. Quando ci si reca dal proprio medico, nello stesso luogo senza altri “giri”, si ha a disposizione il CUP per le prenotazioni diagnostiche e specialistiche, nello stesso luogo si possono fare i prelievi di sangue, l’ECG, la diagnostica e la specialistica di base che prima erano in sedi separate e costringevano ad altri viaggi. Si ottiene così una riduzione di trasferimenti da sede a sede e un superamento di passaggi burocratici, non sempre e per tutti, ma per la maggioranza dei casi il vantaggio è evidente.

La programmazione dell’Azienda USL di Ferrara, approvata dalla Conferenza Sociosanitaria Provinciale il 27 febbraio 2012, ha previsto il superamento della parcellizzazione delle sedi di erogazione dell’attività specialistica e consultoriale e la concentrazione delle attività poliambulatoriali in sedi dove si può realizzare una presa in carico del paziente più completa possibile, capace di dare risposte articolate secondo percorsi diagnostico-terapeutici-assistenziali: lo sviluppo delle Case della Salute con la centralità dei MMG.
Nelle nostre Case della Salute oltre ad aver attivato le “medicine di gruppo” si è mantenuto comunque con i “secondi ambulatori” e le “medicine in rete” il principio di prossimità, secondo modelli collaudati che rispondono alle esigenze di territori ben più vasti del “centro cittadino” ferrarese e popolazioni di riferimento più numerose a quella a cui farà riferimento la Casa della Salute del Sant’Anna. La Casa della Salute "Terre e Fiumi" di Copparo, ad esempio, ha una popolazione di riferimento di 36.000 abitanti, 420 chilometri quadrati, con distanze che arrivano a 20 km.

Gli spazi logistici interni al San Giuseppe di Copparo sono notevolmente inferiori al Sant’Anna, che fino a poco tempo fa ospitava un hub ospedaliero-universitario con decine di migliaia di accessi ogni giorno di utenti e accompagnatori per i  poliambulatori, i day hospital, i pronti soccorso e i reparti. Migliaia di accessi ad ogni cambio turno di operatori e di studenti oltre agli accessi quotidiani dei mezzi pesanti dei fornitori.

In un’area cittadina dove il traffico si è fortemente ridotto non risultano infatti problemi di accessibilità per le attività sanitarie già operative presso l’ex Arcispedale S.Anna di C.so Giovecca, quali il Centro della Coagulazione, il Servizio di Diagnostica Senologica, gli ambulatori specialistici (Cardiologia, Pneumologia, Disturbi Comportamento Alimentare, ecc….), il Centro Dialisi, la Diabetologia.

I cittadini di Ferrara, che attualmente accedono a servizi sanitari (tra cui alcune Medicine di Gruppo) disseminati nel centro storico, dove viabilità e parcheggi non sono certamente agevoli, devono effettuare più trasferimenti piuttosto che ritrovare in una sola struttura una offerta articolata di funzioni sanitarie, che si andrà progressivamente completando, rendendo possibile lo svolgimento di percorsi assistenziali in una unica sede, piuttosto che in punti diversi della città.

 

Vantaggi Casa della Salute

 

CASE DELLA SALUTE NELL’AZIENDA USL DI FERRARA

Lo sviluppo del sistema Case della Salute in provincia di Ferrara pone alla sua base il concetto di “paziente al centro delle cure primarie”, fondamentale linea di indirizzo per l’innovazione ed il miglioramento della qualità dell’assistenza sanitaria.
Su tale concetto, in ciascuna delle realtà già attive e di nuova progettazione, verranno perseguiti i seguenti principi:

  • facilità di accesso alle cure (tempestività della risposta, facilità di comunicazione con i professionisti, ecc.);
  • coinvolgimento del paziente nelle scelte e nella gestione delle cure (supporto all’auto-cura, counseling, ecc.);
  • pro-attività degli interventi (utilizzo di registri di patologia, sistemi di programmazione delle visite e di allerta dei pazienti che facilitano il follow-up, ecc.);
  • il coordinamento delle cure (tra i diversi professionisti) e la continuità dell’assistenza (tra differenti livelli organizzativi) anche attraverso lo sviluppo delle reti informatiche orizzontali e verticali.

In ognuna delle Case della Salute opera un team multiprofessionale e multidisciplinare in grado di fornire da prestazioni cliniche di qualità e una vasta gamma di interventi preventivi e di promozione della salute in una prospettiva di medicina di iniziativa, con l’aiuto del Punto di accoglienza infermieristica (PDA) e con la formazione di Infermieri “care manager” per la presa in carico congiunta dei pazienti con le principali patologie croniche.

Nelle Case della Salute la continuità delle cure verrà garantita attraverso “percorsi di cura ed assistenza”, in cui sarà definita la successione delle attività necessarie a rispondere ai bisogni di pazienti complessi sotto diversi aspetti (complessità sanitaria, complessità socio-assistenziale, complessità familiare) e che saranno erogati da professionisti che, pur appartenendo ad aree differenti (sanitaria, sociale, servizi educativi, ecc.), si troveranno ad operare nel medesimo contesto territoriale di Casa della Salute.

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