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All'ospedale SS. Annunziata di Cento effettuato il primo posizionamento di un "defibrillatore indossabile"

pubblicato il 09/07/2013 15:36, ultima modifica 09/07/2013 15:36
Per l’Azienda USL di Ferrara è il primo “defibrillatore indossabile” che viene reso disponibile per chi ha subito un infarto acuto del miocardio

L’equipe dell’Unità Coronarica del SS. Annunziata di Cento, guidata dal dr. Biagio Sassone, ha utilizzato per la prima volta  in questi giorni “il defibrillatore indossabile” in un giovane paziente che era stato colpito da infarto miocardico trattato con angioplastica. Una novità per Ferrara e per il nostro territorio locale, che offre grandi vantaggi per i pazienti ad alto rischio di arresto cardiaco con una strategia conservativa e di attenta valutazione del decorso post infartuale.

L’utilizzo di questo dispositivo ha permesso di dimettere il paziente in brevissimo tempo, ma al tempo stesso in una condizione di sicurezza. Dopo gli interventi necessari a trattare la fase acuta dell’infarto, il paziente, preso in carico dall’equipe centese, per il quale si sarebbe prospettato un ricovero lungo ma necessario per l’elevato rischio di arresto cardiaco, indossando questo dispositivo salva vita, ha avuto la possibilità di ritornare ad una condizione di vita pressoché normale, in attesa che il cardiologo possa valutare l’avvenuto recupero della contrattilità del cuore.

Grazie a questo semplice dispositivo, che viene indossato come un corpetto e che funziona esattamente come un defibrillatore automatico impiantabile, il paziente è ritornato al proprio domicilio e alle proprie abitudini di vita. Il dispositivo, infatti, riconosce le aritmie e, quando necessario, è in grado di interromperle erogando energia per defibrillare. Le ridotte dimensioni del defibrillatore indossabile consentono, inoltre, di indossare i normali vestiti e può essere tolto e riposizionato in autonomia senza il supporto di operatori sanitari.

Il paziente seguito all’ospedale di Cento che sta sperimentando per la prima volta l’utilizzo del giubbotto salva vita, proseguirà poi le terapie previste in questi casi: tra 40 giorni circa verrà rivalutato dai cardiologi e, se vi sarà una ripresa della normale contrattilità cardiaca,  non avrà più bisogno del defibrillatore, in caso contrario, verrà programmato l’impianto di un defibrillatore automatico.

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