Tu sei qui: Home / Home Page / News / Archivio News / 2010 / Portomaggiore: nuovo ambulatorio proctologico attivo il Mercoledì

Portomaggiore: nuovo ambulatorio proctologico attivo il Mercoledì

archiviato sotto:
pubblicato il 07/04/2010 13:45, ultima modifica 14/04/2010 16:30
Da Mercoledì 7 Aprile 2010 è attivo, presso l’Ospedale di Portomaggiore il nuovo servizio di ambulatorio proctologico dell’Unità Operativa di Chirurgia di Argenta. L'ambulatorio è disponibile dalle 16.30 alle 17.30 del Mercoledì e garantirà la copertura di quattro visite prenotabili tramite il Servizio CUP.

Ferrara,  7 Aprile 2010.   Da Mercoledì 7 Aprile 2010 è attivo, presso l’Ospedale AUSL di Portomaggiore il nuovo servizio di ambulatorio proctologico dell’Unità Operativa di Chirurgia di Argenta. L'ambulatorio è disponibile dalle 16.30 alle 17.30 del Mercoledì e garantirà la copertura di quattro visite prenotabili tramite il Servizio CUP.
L'apertura del nuovo servizio è frutto della collaborazione con i medici di medicina generale del territorio che ne hanno ravvisato la necessità dopo una serie d’incontri  e confronti sulle esigenze  di cura dei cittadini.
Il nuovo servizio di proctologia ha anche l’obiettivo di contribuire a ridurre i tempi d’attesa della specialità presso altre sedi AUSL nelle quali è già attivo.
La Chirurgia Generale dell’Ospedale di Argenta impiega per la terapia chirurgica delle Emorroidi, dal Marzo di quest’anno, in forma esclusiva, la tecnica della Dearterializzazione, applicabile a tutti i livelli della malattia.
Per fruire della nuova metodica è sufficiente rivolgersi agli ambulatori chirurgici dell’Unità Operativa di Chirurgia Generale nelle sedi di Argenta e di Portomaggiore,  sede quest’ultima, dove, appunto da Mercoledì 7 Aprile è disponibile l’attività di Proctologia, con prenotazione tramite il servizio di CUP.
La terapia chirurgica delle emorroidi si è, finora, basata su un concetto fortemente demolitivi, “la nuova tecnica, spiega il Prof. Michele Rubbini, direttore della Chirurgia Generale del Mazzolani-Vandini, si avvale, invece, di un’apparecchiatura doppler che è anche fonte luminosa e da un Kit monouso di strumenti creati per lo scopo. La sonda doppler rivela la presenza dell’afferenza arteriosa superiore che viene, quindi, legata con un sistema dedicato senza dover asportare tessuto. Risultato: diminuzione della tensione endoemorroidaria, riduzione del volume, del prolasso e, soprattutto, la pressoché assenza di dolore post operatorio. A questi vantaggi, si aggiunge, una minore degenza ospedaliera, poiché questa è ridotta ad un massimo di un giorno, in quanto l’intervento può essere eseguito senza bisogno d’anestesia generale, con ridotti costi in materiali e strumentazione, rispetto ad altre tecniche in uso”.

Azioni sul documento
archiviato sotto:
Strumenti personali