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Nel basso ferrarese sequestrati quasi 1000 kg di totani e 1800 litri di additivi chimici grazie all’intervento congiunto di Guardia di Finanza e Azienda USL di Ferrara

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pubblicato il 21/07/2010 15:50, ultima modifica 22/07/2010 11:09


Presentata in conferenza stampa l’operazione di Guardia di Finanza e Azienda USL di Ferrara che ha portato nei giorni scorsi al sequestro di 970 kg di totano e 1800 litri di additivi scaduti, alcuni dei quali non consentiti nel trattamento di prodotti alimentari, quali il perossido di idrogeno (acqua ossigenata).
Conferenza stampa congiunta AUSLFE Guardia di FinanzaL’operazione – conferma Chiara Berardelli Direttore dell’Area Dipartimentale di Sanità Pubblica Veterinaria dell’AUSL Ferrara – rientra in una attività di collaborazione che AUSL Ferrara realizza con il corpo della Guardia di Finanza”.
Durante l’ispezione della Finanza in un’azienda del territorio del Distretto Sud-Est impegnata nella lavorazione di prodotti della pesca destinati alla grande distribuzione italiana, infatti, oltre all’impiego di forza lavoro in nero, si sono riscontrate lavorazioni di pesce in locali in cattive condizioni igienico-sanitarie e sottratti al controllo dell’autorità in materia di sicurezza alimentare, in questo caso l’Area Veterinaria dell’AUSL.
Dalla ricostruzione del tenente colonnello del comando provinciale della Guardia di Finanza Fulvio Barnabei emerge che “durante il sopralluogo abbiamo trovato 13 operai in nero su 35 complessivamente impiegati in azienda: un dato preoccupante emerso a seguito dei controlli che già da diverso tempo stavamo portando avanti. I lavoratori irregolari, tutti provenienti dalla provincia di Rovigo erano impegnati nella lavorazione di prodotti ittici, in locali non idonei al trattamento di alimenti. Per questo abbiamo allertato i veterinari dell’Azienda USL che sono  tempestivamente intervenuti”.
All’interno dello stabilimento, oltre alla regolare attività svolta a norma di legge, in un’area dichiarata in disuso e quindi esclusa dai controlli periodici svolti dall’Azienda Sanitaria Locale, il pesce veniva lavorato in completa violazione delle norme igienico-sanitarie vigenti. “Per questo – prosegue Berardelli – i veterinari dell’AUSL hanno provveduto al sequestro dell’intera partita di totani in corso di lavorazione, pari a 970 KG. A ciò si è aggiunto il sequestro di 1800 litri di additivi scaduti, contenenti anche una sostanza il cui utilizzo sugli alimenti non è consentito, il perossido di idrogeno.
Sul prodotto lavorato in queste condizioni – ci tiene a precisare la responsabile dell’Area Veterinaria dell’AUSL - non esiste alcuna garanzia di sicurezza per il consumatore che si trova ad acquistare il prodotto”.
L’utilizzo dell’acqua ossigenata nella lavorazione del pesce non è consentito già dal 1996, quando il Ministero della Salute ha vietato qualsiasi contatto tra perossido di idrogeno e prodotti ittici. “L’acqua ossigenata, utilizzata prevalentemente per la sbiancatura del prodotto ittico, per renderlo più luminoso – spiega Alcide Mosso veterinario dell’Azienda USL incaricato del settore dei Prodotti Ittici – non è pericolosa in quanto tale, ma perché può ingannare il consumatore nascondendo la scarsa qualità del prodotto. La natura volatile della sostanza, inoltre, non consente di riconoscere se il prodotto è stato trattato con acqua ossigenata o meno”.
Sequestro e sanzioni amministrative i provvedimenti in corso di adozione dall’Azienda USL che sta svolgendo le ulteriori valutazioni del caso.

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