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Le sfide del 2010 per combattere lo stigma

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pubblicato il 31/12/2010 13:00, ultima modifica 31/12/2010 13:00
In questi ultimi giorni dell’anno “Il Convento” dell’Azienda USL fa un bilancio - assolutamente positivo - di alcune delle attività messe in campo per parlare in maniera diversa di disagio

Se parlare di salute mentale senza cadere nello scontato è sempre più difficile, altrettanto difficile è far conoscere a chi non vive nel disagio le attività ed i percorsi che gli ospiti dei centri vivono nel quotidiano e le iniziative messe in campo dai professionisti per contrastare la barriera di cristallo che separa “noi” da “loro”. Per questo motivo, Centro Diurno e la Residenza “Il Convento” colgono l’occasione della fine dell’anno per fare un bilancio del 2010 e raccontare due esperienze da poco realizzate.

La creatività non ha limiti

Pubblicate le fotografie realizzate dal gruppo ferrarese nell’ambito del progetto nazionale tra fotografia e disagio

Si è concluso con successo il progetto nazionale “La creatività non ha limiti”, che aveva coinvolto il Centro Diurno e la Residenza “Il Convento” del Dipartimento Assistenziale Integrato Salute Mentale Dipendenze Patologiche dell’Azienda USL di Ferrara.

L’iniziativa,  promossa dall’Associazione Fotografi Professionisti TAU Visual - rappresentata da Beatrice Pavasini per la sezione ferrarese di “La creatività non ha limiti” – aveva lo scopo di realizzare un laboratorio durante il quale la fotografia sarebbe stata al centro dell’attività formativa. Al progetto, avviato a settembre 2010,  hanno aderito una quarantina di strutture operanti nell’area del disagio dislocate in tutta Italia.

Attraverso una serie di incontri con una fotografa professionista, gli ospiti delle strutture ferraresi che hanno partecipato al progetto, hanno scattato una serie di fotografie in grado di rappresentare ciò che ogni persona  vede  intorno a sé, come lo vede e le emozioni che tali immagini suscitano. Una selezione delle foto scattate, oltre a essere pubblicate sul sito della professionista che la condotto il laboratorio (www.beatricepavasini.it), ora sono parte della raccolta del progetto La creatività senza limiti (www.creativisenzalimiti.it).

“Gli occhi nel parco”, questo il nome dell’iniziativa formativa, si è svelato come un percorso magico per le porte, che ha saputo schiudere e per le visioni che ha saputo generare. La fotografia è, infatti, un mezzo espressivo potentissimo, in grado di far esprimere e comunicare con gli altri superando qualsiasi barriera culturale, sociale, linguistica, in grado di superare le barriere delle disagio e delle convenzioni sociali.

Diversificati gli obiettivi terapeutici riabilitativi che si sono voluti perseguire con questo particolare progetto:

  • acquisire o riacquisire le abilità strumentali (saper usare la macchina fotografica digitale, imparare ad utilizzare il PC  per la visione delle immagini);
  • sviluppare le capacità sociali, emozionali, creative ed interattive;
  • migliorare la percezione di se stessi e della propria immagine;
  • riuscire ad assumersi la responsabilità delle proprie opinioni sulla scelta delle immagini;
  • imparare a condividere e rispettare i suggerimenti e le opinioni degli altri;
  • promuovere spazi di autogestione.

 

Porte aperte al Centro Diurno “Il Convento”

Un gruppo di  studenti del liceo statale Carducci di Ferrara, che ha frequentato il centro diurno “Il Convento” durante una settimana di stage, dicono la loro - attraverso una lettera inviata agli ospiti della struttura - sullo stigma nei confronti della malattia  mentale. Parole di una sincerità imbarazzante che attestano una sensibilità e maturità che contrastano le accuse rivolte sempre più di frequente ai ragazzi.

Carissimi ospiti,

la nostra gratitudine nei vostri confronti è pura e autentica, non vuole essere scontata. Abbiamo condiviso con voi cinque giorni delle nostre vite, apparentemente pochi ma sostanzialmente indispensabili. Avete guardato nei nostri occhi e improvvisamente ci avete liberato da ogni dubbio e diffidenza.
Andando in giro potreste sentire ‘’Io preferirei restare, piuttosto che tornare a scuola fra i banchi’’.
Non pensate che questa sia una sciocchezza o più semplicemente che ciò sia una frase detta da studenti svogliati, la questione da come potete capire, è ben diversa.
Per spiegare i motivi ci vogliono alcune parole, semplici e facili da capire.
Il tempo degli uomini è speso nella maniera peggiore, gli uomini tendono a partorire muri di false etichette su gente che nemmeno conosce.
Discostandosi da quella che è la realtà quotidiana, l’occhio s’inoltra nella situazione reale rendendoci partecipi dell’umanità delle persone.
La vostra umanità ci ha ravvivato gli sguardi ed ha sensibilizzato la nostra percezione del mondo.
Esiste un tempo interiore, libero di muoversi in base alle emozioni perché creato dentro di noi, dai nostri stati d’animo che bruciano internamente.
Per questo siamo d’accordo che passare un’ora a studiare matematica si avverte in maniera totalmente differente da un’ora trascorsa con persone con cui stiamo bene.

Grazie di averci dimostrato che la diversità non è un ostacolo invalicabile e che persone diverse possono convivere assieme creando un’armonia da cui far nascere esperienze di vita indimenticabili.

 

 

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