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Il diario di bordo dei professionisti dell'Azienda USL Ferrara nelle missioni umanitarie

pubblicato il 15/02/2010 14:03, ultima modifica 30/03/2010 16:28
Continuano le esperienze di professionisti volontari dell'Azienda USL di Ferrara alle missioni umanitarie e di soccorso in Italia e nel mondo

 

Dopo le preziose esperienze in occasione del terremoto in Abruzzo continua e cresce la partecipazione di medici e infermieri dei servizi aziendali e del Pronto Soccorso AUSL Ferrara a missioni umanitarie.

SUDAN

Sudan - missione umanitariaDal 7 gennaio e fino al 4 febbraio 2010, la dott.ssa Caterina Cisno - dirigente medico dell'ospedale del Delta - ha prestato la sua opera all'ospedale Mary Immaculate di Mapourdit della Diocesi di Rumbec, nel Sud del Sudan.  Sudan - missione umanitaria 2
L'ospedale è stato costruito ed è gestito dai padri Comboniani; durante la missione la Dott.ssa Cisno si è aggregata alla Onlus FIND THE CURE.
Per ulteriori informazioni o vedere alcune fotografie scattate visitate il sito http://www.findthecure.it/

 

HAITI

Il 7 febbraio 2010 sono partiti per Haiti Tina Coffele - infermiera professionale - e il medico Marco Farinatti,  del Pronto Soccorso ospedale del Delta, nell'ambito di una missione dell'Associazione Regionale Emergenza Sanitaria ARES (http://www.aresmarche.it/).
La missione è finalizzata a fornire supporto e assistenza alle strutture sanitarie locali, che si stanno lentamente riorganizzando dopo il terremoto. La missione è stata richiesta dal Dipartimento Nazionale di Protezione Civile e avrà una durata attualmente programmata di tre settimane.

Venerdì 19 febbraio 2010

Secondo aggiornamento da Haiti al responsabile dei Pronto Soccorso dell'AUSL Ferrara

"Ciao Carlo, eccomi a darti alcuni aggiornamenti da Haiti. Siamo ormai oltre la metà missione, ed un po' di stanchezza comincia a farsi sentire. Stiamo bene, Tina è sempre una ventata d'aria fresca per tutti, pazienti e compagni, e Maicol, oltre all'entusiasmo e vitalità, è di fatto il jolly del gruppo oltre che la mascotte. Continuiamo a lavorare nell'ospedale da campo, abbiamo 11 letti di degenza, e facciamo tutti i giorni ambulatorio a St.Marc, a circa 100 km da qui, città dove sono arrivate decine di migliaia di sfollati.

Vediamo circa 50-60 pazienti al giorno in ospedale, 110-120 in ambulatorio e la degenza è ovviamente sempre piena (però
troviamo sempre il modo di avere posto se ci serve!). Vediamo un po' di tutto, facciamo dai 3 ai 5 interventi ortopedici al giorno, in degenza abbiamo gli operati ed alcuni internistici. Qui c'è molta malaria, ondata a cui nemmeno gli haitiani erano abituati, qualche caso di Dengue, nessuno in forma grave, molta tubercolosi, malnutrizione...e poi di tutto.
La frustrazione, che ormai abbiamo imparato a gestirci anche grazie all'ottimo gruppo, viene dal rendersi conto di essere un bicchiere che cerca di svuotare il mare. Il terremoto, infatti, ha distrutto la vita di pochi benestanti, e tolto quelle misere cose alla gente che comunque viveva di niente. La miseria è la vera tragedia anche di Haiti, e la frustrazione è nel vedere che le aspettative della gente sono infinite verso i sanitari occidentali, ma le nostre forze...Tutti comunque ci riconoscono grande impegno e serietà.

Da subito abbiamo voluto ed ottenuto di ampliare l'intervento con il lavoro sul territorio. Spero che non vedremo mai più la quantità di amputazioni che si sono rese necessarie dopo il terremoto. Per loro, avere i vermi nelle ferite e anche una questione di destino. Siamo una goccia nel mare, ma già che ci siamo, vogliamo essere la miglior goccia possibile. Purtroppo però lo squilibrio
tra necessità e forza in campo è enorme. Quel poco che si riesce a fare, comunque è giusto farlo. Quando vediamo poi le forze sprecate in campo...
Tutto bene comunque, proseguiamo la missione forti anche della vostra vicinanza, che davvero ci aiuta e ci serve. A presto. Un abbraccio Marco"

Venerdì 12 Feb 2010 23:54

Il primo aggiornamento da Haiti al responsabile dei Pronto Soccorso dell'AUSL Ferrara

"Ciao Carlo, volevo mandarti un po' di notizie per te ed il gruppo da Haiti. Ti confermo che io e Tina siamo fortunati ad avere, colleghi, capi ed Azienda così vicini a queste missioni.
Qui la distruzione è enorme, e coinvolge soprattutto la capitale. Ci sono intere zone di centanaia di migliaia di persone che non sono state raggiunte dagli aiuti. Sono zone pericolose, dove spuntano cadaveri da tutte le macerie.

Noi siamo al sicuro nel campo della Protezione Civile nel giardino dell'ospedale pediatrico della Fondazione Rava, dove lavorano italiani ed americani, oltre alla popolazione locale.
Il nostro campo, attendato, si occupa comunque di bambini ed adulti, anche se è solo da oggi (venerdì n.d.r.) che ne abbiamo preso pieno possesso. C'è ancora il gruppo di Pisa, che partirà domani mattina. Mentre ti scrivo nella sala operatoria del nostro ospedale da campo stanno amputando il piede ad un ragazzino, arrivato con una ferita piena di vermi. E' stata la costante delle prime settimane. Credo che non vedrò mai più così tanti pazienti amputati: è vero quando dicono che Haiti avrà 2 generazione di uomini e donne con arti amputati. Eppure...sono dolcissimi, i bambini ti strappano il cuore...
L'abbraccio ad Haiti - missione umanitaria e di soccorso ad HaitiIo ho il ruolo di direttore dell'ospedale da campo, per cui ho un ruolo molto organizzativo e meno clinico. Stiamo cambiando l'impostazione della missione, privilegiando, se riusciamo, la parte ortopedica ed internistico-infettivologica.
Oggi con Tina siamo partiti per aprire un punto avanzato in un villaggio da cui ci è arrivata richiesta d'aiuto dai referenti religiosi, che in molte  zone hanno il controllo del territorio. Dopo un'ora di volo con elicottero militare con i militari del battaglione S. Marco - che ci garantiscono la sicurezza -  siamo dovuti rientrare perchè non è stato possibile atterrare per motivi di sicurezza (non per noi, ma per la popolazione che si è affollata sul sito di atterraggio).

Stanno decidendo se riprovare domani,  speriamo di farcela: ho voglia di andare anche nei villaggi lontani, che erano già al collasso prima della tragedia.
Il gruppo è ottimo e la nostra Azienda è rappresentata da me, Tina e Maicol Zanellati, giovane infermiere che lavora a S. Bartolo, pieno di energia ed entusiasmo. Al campo non ci manca niente, c'è da correre ma spero che riusciamo ad ampliare la missione con gli interventi esterni.

Il nostro gruppo ha competenze chirurgiche-ortopediche ed internistiche-infettivologiche.

Tranquilli per noi, che stiamo bene e mangiamo un sacco! Si vorrebbe sempre fare di più, e comunque sarebbe sempre una goccia nel mare. Va comunque fatto, il più possibile.
Ci emozioniamo, ci stanchiamo e vi pensiamo, quando ce la facciamo! E' comunque fondamentale, per noi, sentirvi vicini. Ti assicuro, non è retorica. Scusa gli errori, la prossima volta scriverò più lentamente (la linea va ad intervalli, ed ho paura che salti). Mi chiamano al briefing serale, vado. Un abbraccio a tutti. Marco"

 

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