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"Per non sentirsi estranei nella rete dei servizi sanitari e sociosanitari"

Sottoscritto dai direttori generali di Azienda USL e Azienda Ospedaliero-Universitaria di Ferrara il progetto biennale di mediazioni culturale

L’OBIETTIVO DELLE AZIENDE SANITARIE:  5 NODI IN RETE
Attivare un Servizio Interaziendale di Mediazione Interculturale che condivida e integri strategie per migliorare accesso e uso dei servizi sanitari e sociosanitari da parte degli utenti stranieri: questo l’obiettivo di Azienda USL e Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara sottoscritto dai rispettivi direttori generali Fosco FOGLIETTA e Riccardo BALDI, assieme a Edgardo CONTATO  Direttore Sanitario ASL  e Davide FABBRI  Direttore Sanitario dell’Ospedale S. Anna.
Il progetto vede la messa in rete di 5 postazioni (NODI), con presenza fissa di personale, in giorni definiti, in grado di diversificare l’offerta di mediazione sulle caratteristiche  del territorio e sui bisogni prevalenti. 
Le 5 postazioni sono: Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara capofila del progetto nei due anni di sperimentazione, Salute Donna e Pediatria di Comunità di Ferrara, Salute Donna e Pediatria di Comunità di Portomaggiore, Ospedale S.S. Annunziata di Cento, Ospedale del Delta di Lagosanto.
La necessità di un progetto unico, interaziendale,  nasce dall’esigenza di superare la frammentazione delle esperienze dei servizi  già attivi da alcuni anni, di dare risposte  a operatori e utenti che fanno sempre più richiesta di mediazione e garantire un servizio sanitario ispirato ad una rete integrata di prestazioni e di professionalità.
Allargare e qualificare l’offerta sanitaria ai cittadini stranieri, non significa realizzare una risposta d’aiuto parallela, ma fornire un servizio per tutti, arricchendo le competenze degli operatori con il valore aggiunto di nuove collaborazioni e di nuove conoscenze più  attente alle relazioni con altre culture. 

Il servizio sarà sostanzialmente analogo a quello erogato a un utente autoctono e potrà presentarsi sensibilmente diverso perché propone “un approccio transculturale”.

LA DOMANDA DI SALUTE DEI CITTADINI STRANIERI  
I potenziali utenti stranieri dell’Azienda USL di Ferrara, residenti nei comuni ferraresi,  passano dai 13.444 del 2005 ai 15.548 del 2006.
Nel 2005, i cittadini stranieri dimessi dai Presidi Ospedalieri dell’ASL sono stati complessivamente 953  e  1.594 nel 2006.
Le principali provenienze di chi accede agli  ospedali sono:
Lagosanto/Comacchio:  Romania, Polonia, Moldavia, Ex.Jugoslavia, Repubblica Ceca, Marocco, Ucraina.
Argenta: Marocco, Romania, Pakistan, Ucraina, Moldavia, Albania, Polonia.
Cento: Marocco, Albania, Romania, Cina, Tunisia, Pakistan, Ucraina.
Copparo: Ucraina, Moldavia, Romania, Marocco, Ex Jugoslavia.
Bondeno/Quisisana/Salus: Ucraina, Moldavia, Marocco, Albania, Tunisia, Romania, Cina.
L’Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara, nel 2005, ha dimesso 2.051 cittadini stranieri contro i  2.224 del 2006.
L’utenza è prevalentemente femminile pari al 65% delle dimissioni.
Per le donne, nel 2006, i principali reparti di ricovero sono Ginecologia e Ostetricia (58,9 %), seguita da Medicina d’Urgenza e Medicina generale.
Gli uomini sono prevalentemente ricoverati a Medicina d’Urgenza, 16,6% del totale, Divisione di Medicina Generale e Divisione Ortopedica.
Le principali provenienze di chi accede in Ospedale sono Est Europa, Nord Africa e Centro/Sud Africa.

COME AVVENGONO GLI INTERVENTI DI MEDIAZIONE
1. Intervento di mediazione interculturale in attività ordinaria o postazione fissa. L’attività è continuativa e giornaliera coinvolgendo in maniera alternata le mediatrici (araba, russa/rumena e nigeriana).
2. Intervento di mediazione interculturale programmato. Quando l’operatore del reparto o del servizio necessita dell’assistenza del mediatore al di fuori della fascia oraria prevista, oppure, di un mediatore con altre competenze linguistico culturali (pakistano, cinese, ecc.).
3. Intervento di mediazione interculturale urgente. Qualora l’utente presenti condizioni di salute bio-psico-sociale che necessitano di interventi immediati per la sua integrità e stabilità.

OBIETTIVI DEL PROGETTO PER IL 2008 
Rendere il cittadino straniero più competente nella cura, facilitare la continuità assistenziale e l’accesso alla rete dei servizi.
Produrre strumenti informativi, per l’aumento delle iscrizioni al Servizio Sanitario Nazionale, per la tutela sanitaria e l’educazione alla salute .
Condividere le competenze e le diverse esperienze presenti sul territorio proponendo azioni di miglioramento coordinate e condivise.

IL MEDIATORE CULTURALE
La figura del mediatore interculturale svolge una funzione “ponte”
tra utente ed operatore.  Facilita la soluzione del problema e il dialogo per rendere possibile uno scambio rispettoso delle singole peculiarità. Il mediatore consente il duplice riconoscimento dell’utente straniero e dell’operatore e favorisce la ricerca di continuità in situazioni dissimili, senza cancellarne specificità e pluralità di prospettive.
La mediazione interculturale produce un cambiamento organizzativo, educa alla comunità nel rispetto delle reciproche diversità, facilita la gestione della complessità relazionale.

L’ELENCO PROVINCIALE
REMEDIA, Repertorio Mediatori Interculturali della provincia di Ferrara è a cura  della Cooperativa Camelot di Ferrara per la responsabilità del dott. Andrea Benini e il coinvolgimento dei mediatori Stela GAMANJI (Moldava, lingua Russa, Rumena, Ucraina), Dhouha M’ZAH (Tunisina, lingua Araba, Francese e Inglese), Maria ENOSAYABA (Nigeriana, lingua Inglese, Inglese del Centro Africa e Africa Sub Sahariana).

LA CULTURA DELLA DIVERSITA’
Le organizzazioni sanitarie e socio-sanitarie, presentano da sempre elementi di complessità clinica e assistenziale, cui, oggi, si aggiunge la complessità di relazione dovuta alla mutata mobilità migratoria sociale.
Un territorio, che mette al centro la persona, la sua storia e la sua cultura è luogo ed occasione per favorire processi di reale integrazione.
La complessità relazionale con l’utenza straniera presuppone la capacità di comprendere un diverso modo di essere, dissimili abitudini, diverse interpretazioni di un malessere, un differente contatto con il medico dando  all’utente sicurezza e fiducia nel raccontare la propria vita e le proprie tradizioni in modo verbale o non verbale, attraverso il corpo, il gesto, l’acconciatura, gli oggetti personali, il vestire.
Una capacità di lettura dei valori culturali richiesta, non solo dinanzi ad una persona straniera ma anche nell’incontro con i connazionali; valori che emergono con forza nel pensiero e nel comportamento di una persona proprio nel momento di fragilità determinato dalla malattia.

IL TERRITORIO E LA POPOLAZIONE
A Ferrara e provincia, alla fine del 2006, (Rapporto 2006 Osservatorio Provinciale Immigrazione) gli stranieri residenti rappresentano il 4,4% della popolazione complessiva provinciale. Nel 2005 erano il 3,8% con punte superiori al 6,0% ad Argenta, Cento, Portomaggiore.
Nella provincia di Ferrara le prime 10 nazionalità di provenienza dei cittadini stranieri sono: Marocco, Albania, Ucraina, Pakistan, Romania, Cina Popolare, Polonia, Moldavia, Tunisia, Nigeria.
Un elemento caratterizzante è la migrazione femminile:
le donne superano il 50% del totale degli stranieri, fatta eccezione per l’area di  Cento-Bondeno dove sono il 46,5%.
Su 6.491 stranieri occupati, al 31.12.2006, il settore che offre maggiori opportunità di lavoro è quello “domestico/assistente familiare” (29,9%), seguono settore “edile/legno” (16,5%) e settore metalmeccanico (13%).
Infine, nell’anno scolastico 2006/2007 sono iscritti alle scuole ferraresi  2.892  alunni stranieri (+ 33,3% rispetto ai 2.170 dell’anno scolastico 2005/2006 ).

Dati e Allegati sono disponibili su www.ausl.fe.it     Sezione Bacheca /Eventi e Convegni

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