Attivo all’Ospedale di Cento il Centro per lo Studio della Sincope
L’unità di Cento è la prima realizzata nella Regione in Emilia Romagna. Coinvolti medici di cardiologia, medicina interna, neurologia, pronto soccorso.
La sincope è una perdita di coscienza momentanea, di breve durata ed a ripresa spontanea. Rappresenta un episodio molto frequente: circa il 50% della popolazione perde coscienza almeno una volta nella vita.
Una perdita di coscienza passeggera può essere in rapporto a cause di diversa natura, nessun specialista è in grado di gestire da solo, da un punto di vista diagnostico e terapeutico, tutti i tipi di sincope ed occorre, quindi, una stretta e rapida collaborazione fra più specialisti.
Per questo, è stato istituito presso l’Ospedale di Cento, sia per i pazienti ambulatoriali sia per ricoverati, un Centro per lo Studio della Sincope, unità di cui è responsabile il dottor Maurizio Dinelli.
La Divisione di Cardiologia dell’Ospedale di Cento, da tempo è, infatti, impegnata nel campo della sincope da un punto di vista assistenziale e scientifico. Il primario, dottor Paolo Alboni, studioso di livello internazionale, fa parte della task torce della Società Europea di Cardiologia per l’elaborazione delle Linee Guida sulla diagnosi e sul trattamento dei pazienti con sincope utilizzate proprio a Cento per istituire l’unità di studio.
Il Centro, uno dei pochi in Italia, è il primo realizzato nella Regione Emilia Romagna; deliberato nello scorso mese di Giugno dalla Direzione dell’Azienda USL di Ferrara, è a disposizione per consulenze richieste dagli ospedali della provincia di Ferrara e della regione.
Oltre ai medici della cardiologia, sono coinvolti quelli della medicina interna, del servizio di neurologia e del pronto soccorso.
In Italia ed in Europa, questi tipi di eventi hanno un forte impatto sugli ospedali con un 4-5% di richieste di intervento al Pronto Soccorso e con circa un 2% di ricoveri ospedalieri.
Nella gran parte dei casi è in rapporto ad un riflesso vasovagale, responsabile di ipotensione e di rallentamento della frequenza cardiaca (sincope vasovagale o svenimento comune), con una prognosi estremamente favorevole. In una minoranza dei soggetti, è, invece, in rapporto a cause cardiache, prevalentemente aritmiche, internistiche o neurologiche ed in questi casi può rappresentare la prima spia di un processo patologico che deve essere prontamente riconosciuto.
Le prime Unità per la sincope da anni sono attive nel Nord Europa mentre in Italia sì è ancora agli albori.
COME E’ ORGANIZZATA E COME SI ACCEDE
ALLA UNITÀ PER LO STUDIO DELLA SINCOPE
Uno degli scopi del Centro è quello di gestire i pazienti il più possibile in ambulatorio, evitando il ricovero ospedaliero poco gradito da persone che, negli intervalli fra gli episodi, stanno generalmente bene.
L’organizzazione ambulatoriale dell’Unità è di tipo Day Service, ovvero un percorso facilitato per eseguire gli accertamenti richiesti e chiudere la diagnosi nell’80% dei casi entro un tempo massimo di 30 giorni.
Nel 20% dei soggetti nei quali la sincope permane da causa indeterminata, alla fine del percorso diagnostico, può essere impiantato un “loop-recorder” sottocutaneo, piccolissimo apparecchio rimovibile che registra di continuo l’elettrocardiogramma fino a 3 anni e consente pertanto di visualizzare lo stesso in corso di recidiva di sincope.
Attualmente è attivo un ambulatorio settimanale per 8 pazienti che accusano una perdita transitoria della coscienza con spazi predisposti per accertamenti cardiologici (ECG Holter 24 ore, ecocardiogramma, test da sforzo), per visita neurologica ed accertamenti neurologici (elettroencefalogramma, TAC cerebrale) e per visita internistica, oltre al Tilt Test (o test del letto inclinato) che rappresenta l’esame più specifico per i pazienti con sospetta sincope vasovagale.
L’accesso, prenotato tramite il CUP, avviene solo con la richiesta del medico di base, di uno specialista esterno (cardiologo, neurologo o internista) o di un medico del Pronto Soccorso.
Un modello organizzativo che consente di avere meno ricoveri ospedalieri, esami più appropriati e un complessivo risparmio dei costi.
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Maurizio Dinelli-Responsabile Unità sincope





