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“Soldi buttati via - SNAMI : no all’accordo su medicina generale”

I fatti secondo la Direzione Generale dell'Azienda USL

    L’intervista rilasciata dal Presidente dello Snami alla Nuova Ferrara rende necessaria una risposta da parte del Direttore Generale dell’Azienda Sanitaria di Ferrara, Fosco Foglietta, perché  vi sono riportate denunce non vere e molto lontane dalla realtà dei fatti.
    Una premessa è, comunque, indispensabile: “il sindacato SNAMI, non avendo siglato la Convenzione Nazionale per la Medicina Generale, è automaticamente escluso dalle trattative regionali e locali per l’applicazione della suddetta convenzione”.

    L’accordo per L’Emilia Romagna è stato sottoscritto dalla sigla sindacale FIMMG e da tutte quelle firmatarie dell’accordo nazionale rappresentative di circa l’85% dei medici di medicina generale.
    Per applicare l’intesa regionale è stata richiesta ai singoli medici di medicina generale la sottoscrizione dei contenuti strategici e l’adesione ai principi dell’accordo regionale nonché agli obiettivi dell’intesa locale. 
    “L’adesione dei medici di medicina generale agli obiettivi ed organizzazione dei Nuclei di Cure Primarie è stata pari a 93.5% dei medici (274 su 293) equivalente ad un  96,3% degli assistiti”.
    L’accordo regionale e il rinnovo di quello locale sono stati siglati con la FIMMG non essendo presenti a livello locale altre sigle sindacali firmatarie della preliminare intesa nazionale e regionale.

    “La FIMMG rappresenta a livello locale la maggioranza dei medici di medicina generale ed, evidentemente, ha raccolto, comunque, la condivisione della stragrande maggioranza dei medici viste le percentuali di adesione registrate.
    Da questo, si deduce che la quasi totalità dei medici iscritti allo SNAMI  ha -singolarmente- aderito al nuovo modello organizzativo della medicina generale della Regione Emilia Romagna caratterizzato dalla organizzazione nei nuovi Nuclei di Cure Primarie, equipe territoriali di assistenza multiprofessionali e agli obiettivi definiti a livello di Azienda”.
    “Il Presidente dello SNAMI, che per altro è sempre stato aggiornato sui risultati e sui contenuti delle trattative locali, dovrebbe, pertanto,  riflettere sulla coerenza dei proclami alla stampa con la sua adesione personale ai contenuti dell’accordo regionale e quindi sulla sua partecipazione agli obiettivi dell’accordo locale che per altro lo vede coordinatore di un NCP”.

    L’accordo regionale definisce gli aspetti organizzativi e prevede la progressiva informatizzazione dei medici, il collegamento con gli ospedali per la trasmissione dei referti e dei ricoveri, l’ampliamento degli orari di apertura per favorire la continuità dell’assistenza durante le ore diurne, preferibilmente in una sede definita per ogni NCP.
   L’accordo locale riempie di contenuti professionali  quello regionale definendo progetti assistenziali di rilevanza, quali: diabete, assistenza domiciliare integrata, assistenza ai pazienti anticoagulanti, vaccinazione antinfluenzale, uso corretto dei farmaci e delle indagini diagnostiche.
   

    Inoltre è previsto lo sviluppo delle medicine di gruppo con la presenza del cardiologo, delle attività di prelievo e di prenotazione e definisce lo sviluppo poliennale della informatizzazione e della sperimentazione di sedi di riferimento per i NCP.
Un accordo sindacale  deve, quindi, essere giudicato nella sua globalità e questo comporta d’incentivare, in modo diverso, i vari progetti assistenziali in relazione agli obiettivi che si vogliono raggiungere.

    In particolare, per il progetto di cardiologia, che prevede la visita di un cardiologo nelle medicine di gruppo, si è ritenuto che, dopo una sperimentazione di due anni fatta a Ferrara, fossero maturi i tempi organizzativi ed economici per la estensione del progetto in modo uniforme a tutti i medici delle medicine di gruppo del ferrarese.
    Per il progetto vaccinazioni si è provveduto ad una revisione degli incentivi poiché la quota per singola vaccinazione, prevista dall’accordo regionale, è stata notevolmente rivalutata rispetto a quella dei precedenti accordi locali.
    Per contro, i progetti diabete e assistenza domiciliare integrata sono stati notevolmente rivalutati per premiare la qualità dell’assistenza e una maggiore presa in carico di assistiti.

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