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La zanzara tigre

Indice

Cos'è e come riconoscerla

Appartenente all’ordine dei ditteri, famiglia Culicidae, genere Aedes  specie albopictus, la Zanzara Tigre, arrivata in Italia più di un decennio fa dal Sud est asiatico, è ormai ben adattata ai nostri ambienti. E’ quindi a tutti gli effetti una zanzara italianizzata.

Dal punto di vista dell’aspetto, la zanzara tigre si distingue molto bene dalla zanzara comune per la livrea “tigrata”. L’adulto di Zanzara Tigre, infatti, ha un corpo nero con striature bianche su capo, torace addome e zampe. Le sue dimensioni sono comprese tra i 4 e i 10 mm.

Dove si trova

Mappamondo

L’infestazione di Aedes albopictus avviene nei tombini e nelle bocche di lupo per lo sgrondo dell’acqua piovana dei centri abitati. Ulteriori responsabili della diffusione e dello sviluppo delle infestazioni, sono: caditoie e tombini pluviali,  bottiglie, barattoli, lattine,  bicchieri, annaffiatoi, secchi e  bacinelle, sottovasi, bidoni e vasche, teli di plastica che coprono cumuli di materiali, ciotole per abbeverare per animali, grondaie otturate, pneumatici, anfore, rocce ornamentali, e altro.

Questi ambienti, quando sono umidi e ricchi di residui vegetali (foglie e scarti), sono un vero e proprio elemento di attrazione per la femmina di Aedes che li sceglie per la deposizione delle uova.

La Zanzara Tigre è particolarmente aggressiva ed è attiva in pieno giorno. Nonostante possa pungere anche uccelli, rettili e anfibi, attacca preferibilmente l’uomo procurando ponfi e irritazioni fastidiose. Dato che non vola molto in alto, tende a pungere soprattutto le gambe.

Generalmente preferisce spazi aperti,  ambienti freschi e ombreggiati (come i cimiteri, nei quali trova siti per deporre le uova – i vasi per i fiori) erba alta, siepi e  arbusti, dai quali non si sposta che per brevi voli di pochi metri. Tuttavia, negli ultimi anni è stata segnalata anche in zone assolate come i parcheggi dei supermercati o aree industriali

 

L'ABC per difendersi

ABC

E’ importante sapere che i siti a rischio di infestazione da Zanzara Tigre nelle aree pubbliche sono solo il 20-30% del totale, mentre il rimanente 70-80% delle zone a rischio è di proprietà privata. E' quindi necessario che anche i cittadini mettano in atto misure di prevenzione e di trattamento nelle aree di loro proprietà.

Cosa fare

- trattare regolarmente (ogni 15 giorni circa) i tombini e i pozzetti di sgrondo delle acque piovane le zone di scolo e ristagno con prodotti larvicidi reperibili presso le farmacie
- eliminare i sottovasi, o comunque evitare il ristagno di acqua al loro interno 
- verificare che le grondaie siano pulite e non ostruite
- coprire le cisterne e tutti i contenitori dove si raccoglie l’acqua piovana con coperchi ermetici, teli o zanzariere ben tese 
- tenere pulite fontane e vasche ornamentali, eventualmente introducendo pesci rossi che sono predatori delle larve di Zanzara Tigre

Cosa non fare

  • accumulare copertoni e altri contenitori (giocattoli, ciotole del cane, etc) che possono raccogliere anche piccole quantità di acqua stagnante
  • lasciare che l’acqua ristagni sui teli utilizzati per coprire cumuli di materiale e legna 
  • lasciare gli annaffiatoi e i secchi con l’apertura verso l’alto 
  • lasciare le piscine gonfiabili e altri giochi pieni di acqua per più giorni 
  • svuotare nei tombini i sottovasi o altri contenitori, preferibilmente sul terreno

Come proteggersi

Per proteggersi dalle punture di zanzara possono essere utilizzati strumenti di protezione individuale come i prodotti repellenti per gli insetti.
Si consiglia di vestirsi sempre con pantaloni lunghi, maniche lunghe e colori chiari; di  non utilizzare  profumi, soprattutto nelle ore del giorno.
Esistono in commercio repellenti chimici come dietiltoluamide (DEET) o picaridina (o icaridina; KBR 3023) e la loro efficacia dipende soprattutto dalla loro concentrazione.

Per utilizzarli correttamente è fondamentale

  • rispettare dosi e modalità nelle istruzioni riportate in etichetta
  • in caso di utilizzo nei bambini e nelle donne in gravidanza, è consigliabile consultare il proprio medico.
  • i repellenti devono essere applicati sulle parti scoperte del corpo, ripetendo l’applicazione in caso di sudorazione intensa. Per adulti e ragazze/ragazzi sopra i 12 anni, per ottenere una maggiore protezione, spruzzare sugli abiti gli stessi repellenti o i comuni insetticidi a base di piretroidi

E’ importante attenersi scrupolosamente alle norme indicate sui foglietti illustrativi dei prodotti repellenti, non utilizzarli sulle mucose o su regioni cutanee lese e porre particolare attenzione al loro utilizzo sui bambini.

Azioni da parte di Comuni  e AUSL di Ferrara

Sorveglianza

monitoraggio mediante ovitrappole. Le ovitrappole sono contenitori di plastica nera, simili ai vasi da vivaio, di circa mezzo litro e pieni di acqua. In questi contenitori viene immersa una listella di masonite, sulla quale le zanzare depongono le uova. settimanalmente la listella viene osservata al microscopio per contare le uova.

Azioni di controllo e lotta

trattamenti antilarvali dei tombini ed altre caditoie in strade e luoghi pubblici, ed in particolari casi (con il consenso del Dipartimento di sanità Pubblica dell’AUSL) trattamenti in luoghi pubblici “sensibili” quali asili, scuole, ospedali, residenze protette, aree ludiche.

Effetti sulla salute

Cerotto

Le punture della Zanzara Tigre procurano gonfiori pruriginosi, a volte irritazioni persistenti che possono divenire emorragiche e spesso sono anche dolorosi. Nelle persone particolarmente sensibili, un elevato numero di punture può dare luogo a risposte allergiche che richiedono attenzione medica.

Nell'agosto del 2007 in Emilia-Romagna sono stati notificati i primi casi di trasmissione del virus della Chikungunya da parte della Zanzara Tigre. E’ la prima volta che questa malattia, caratterizzata da febbre acuta, ha origine crea focolai con ciclo di trasmissione  autoctona in Europa. L´infezione non si trasmette per contatto diretto tra uomo e uomo né per via aerea, ma solo tramite punture da parte di zanzare infette.
La prevenzione del ritorno della Chikungunya in Emilia-Romagna è controllata attraverso una capillare campagna di disinfestazione della Zanzara Tigre, unica misura efficace per ridurre il rischio di diffusione della malattia. Al tempo stesso, un adeguato uso di repellenti, reperibili in farmacia e da utilizzare seguendo le indicazioni, può ridurre il rischio di punture e quindi di infezioni da Chikungunya. 

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